L’odore di salsedine e tabacco stantio ristagna nei caffè di Marsiglia, dove ogni passante nasconde la propria identità dietro carte d'identità contraffatte.
Un operaio tedesco in fuga dai campi di concentramento assume l'identità di uno scrittore defunto, finendo invischiato in un complicato intreccio sentimentale mentre attende un visto per l'esilio.
La valigia abbandonata contiene frammenti di un’esistenza altrui che si sovrappone alla propria, costringendo il protagonista a muoversi tra gli uffici consolari con il peso di un nome non suo. Il manoscritto brucia. Le pagine contengono confessioni mai spedite e la prova di un amore che Marie, una donna incontrata tra i vicoli del porto, cerca disperatamente di ritrovare per ricongiungersi al marito scomparso. L'identità si sgretola nei vicoli umidi e affollati, trasformando il tentativo di salvezza in un labirinto burocratico della Marsiglia del 1940 dove ogni atto diventa una menzogna necessaria. La ricerca del marito perduto si intreccia con il possesso dei documenti rubati, creando una fuga tormentata tra i porti europei che consuma le poche certezze rimaste in un presente sospeso tra visti negati e attese estenuanti nei caffè cittadini.
Sulla banchina deserta, le luci delle navi si allontanano portando via le tracce di un uomo che non è mai davvero esistito.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica del Novecento.
✔ Chi apprezza la letteratura dell'esilio e dell'identità.
Perché è diverso
La struttura narrativa fonde la cronaca minuta della burocrazia dell'esilio con il peso opprimente di un'identità presa in prestito. La narrazione non segue un percorso lineare, ma si muove attraverso il dedalo di una città che funge da sala d'attesa per un mondo che sta per scomparire.
Dettagli Bibliografici
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