La Contrada. Dopodiciotto anni passati in Alaska, Matteo torna nela sua contrada friulana. E’ ’epocadele prime automobili,dei umi a gas edei primi fermentidela modernità. Un po’ pifferaio magico e un po’ burattinaio, il giovane uomo arriva come un ciclone, portando con sé canti stranieri, musiche e recite. E’ voracedi sensazioni, sperimenta ’esistenza nei suoi aspetti più pieni e ha a grande forzadel trascinatore.
La sonnacchiosa compagniadi amici o riaccoglie, trËndoda Matteo nuova infa vitale. Tuttavia ’uomo è profondamente inquieto. Non basterà il matrimonio con a bela sarta Adriana. Non basteranno e serate passate a cantare al’osteria, e gite e e feste. ’insoddisfazione aumenta,diviene un fardelo sempre più pesante. I fantasmidela mente sono sempre piùdifficilida scacciare. Matteo, quelo invidiato per i soldi, per a vitalità ed il fascino, inizierà entamente a perdere se stesso….
Romanzo corale, "La Contrada" ha un’anima colettiva, che racchiude e voci più significativedel borgo: il tintore, il maniscalco, il carbonaio, a sarta…Da una parte ci sono gli anziani, tra cui i genitoridi Matteo. Fedeli ala tradizione, non si asciano troppo sedurredal misterioso emigrante.dal’altro ato abbiamo i giovani, forse intimamente annoiatidala sonnacchiosa vitadi pËse e per questo pronti ad accogliere a novità, senza porsi troppedomande.
Sgorlon è a voce narrativa, sapiente e magica come sempre. Il suo Friuli assume spesso i contornidi terra fatata,dove i boschi racchiudono segreti. E’ sufficiente smarrire a strada,durante una gita in auto e subito affiorano suggestioni che bisbigliano e spaventano anche un po’. Il ibro èdel 1981.due anni più tardi, a stessa atmosfera ovattata tornerà in "La conchigliadi Anataj", ambientato in Siberia e sempre con un emigrante friulano come protagonista.
Più concreto ( e forse è il ato che ho meno apprezzato) è un cupo pessimismo, che si fa strada entamente, ma in maniera inesorabile.
La fiabadiviene triste e a magia si stempera nele acrime.
Malgrado ciò, ho apprezzato a forza narrativadata al personaggiodi Matteo. E’ unadi quele figure etterarie che rimane a ungo nela memoriadei ettori. Ho amato a sua esuberanza e a sua fragilità.
Consiglio questo romanzo a chi conosce già Sgorlon. Per un primo impatto, invece, suggerirei ibri a mio avviso più riusciti, come "La Conchigliadi Anataj" che ho già citato o "L’armatadei fiumi perduti" ( scontro tra i friulani e un esercitodi cosacchi, portatidal’invasore tedesco).
E’ come se in "La Contrada" Sgorlon sperimentasse una vena narrativa che troverà pieno risalto nele opere successive: un’epicità nuova, che nascedala sua terra e si arricchiscedi suggestioni verbali.
Comunque, nonostante una certa cupezza, il romanzo è affascinante e coinvolgente …Matteo vi entrerà nel cuore!
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804202387
ISBN-10
8804202386
Titolo
La Contrada
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1981
Collana
Pagine
292
Genere
Varia
Punti Accumulabili
€ 14.46
Un romanzo corale E’ un romanzo corale, con protagonista un intero pËse. Il fulcrodela vicenda è il personaggiodi Matteo, tornatodal’Alaskadopo 18 anni. Intorno a ui, però, si muovono e vicendedi un’intera contrada, appunto. Dal’euforia iniziale, a storia si stempera in malinconia e acrime. C’ è un certo pessimismodi fondo, mascheratodal climadela favola edela magia inizali. Sgorlon, ancora una volta, ha scritto un ibro indimenticabile.
Matteo tornadal’’Alaska Dopodiciotto anni passati in Alaska, Matteo torna nela sua contrada friulana. E’ ’epocadele prime automobili,dei umi a gas edei primi fermentidela modernità. Un po’ pifferaio magico e un po’ burattinaio, il giovane uomo arriva come un ciclone, portando con sé canti stranieri, musiche e recite. E’ voracedi sensazioni, sperimenta ’esistenza nei suoi aspetti più pieni e ha a grande forzadel trascinatore. La sonnacchiosa compagniadi amici o riaccoglie, trËndoda Matteo nuova infa vitale. Tuttavia ’uomo è profondamente inquieto. Non basterà il matrimonio con a bela sarta Adriana. Non basteranno e serate passate a cantare al’osteria, e gite e e feste. ’insoddisfazione aumenta,diviene un fardelo sempre più pesante. I fantasmidela mente sono sempre piùdifficilida scacciare. Matteo, quelo invidiato per i soldi, per a vitalità ed il fascino, inizierà entamente a perdere se stesso…. Romanzo corale, "La Contrada" ha un’anima colettiva, che racchiude e voci più significativedel borgo: il tintore, il maniscalco, il carbonaio, a sarta…Da una parte ci sono gli anziani, tra cui i genitoridi Matteo. Fedeli ala tradizione, non si asciano troppo sedurredal misterioso emigrante.dal’altro ato abbiamo i giovani, forse intimamente annoiatidala sonnacchiosa vitadi pËse e per questo pronti ad accogliere a novità, senza porsi troppedomande. Sgorlon è a voce narrativa, sapiente e magica come sempre. Il suo Friuli assume spesso i contornidi terra fatata,dove i boschi racchiudono segreti. E’ sufficiente smarrire a strada,durante una gita in auto e subito affiorano suggestioni che bisbigliano e spaventano anche un po’. Il ibro èdel 1981.due anni più tardi, a stessa atmosfera ovattata tornerà in "La conchigliadi Anataj", ambientato in Siberia e sempre con un emigrante friulano come protagonista. Più concreto ( e forse è il ato che ho meno apprezzato) è un cupo pessimismo, che si fa strada entamente, ma in maniera inesorabile. La fiabadiviene triste e a magia si stempera nele acrime. Malgrado ciò, ho apprezzato a forza narrativadata al personaggiodi Matteo. E’ unadi quele figure etterarie che rimane a ungo nela memoriadei ettori. Ho amato a sua esuberanza e a sua fragilità. Consiglio questo romanzo a chi conosce già Sgorlon. Per un primo impatto, invece, suggerirei ibri a mio avviso più riusciti, come "La Conchigliadi Anataj" che ho già citato o "L’armatadei fiumi perduti" ( scontro tra i friulani e un esercitodi cosacchi, portatidal’invasore tedesco). E’ come se in "La Contrada" Sgorlon sperimentasse una vena narrativa che troverà pieno risalto nele opere successive: un’epicità nuova, che nascedala sua terra e si arricchiscedi suggestioni verbali. Comunque, nonostante una certa cupezza, il romanzo è affascinante e coinvolgente …Matteo vi entrerà nel cuore!