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Salmace aggiunto a carrello

Salmace - 9788804581840


Un libro di   Mario Soldati  
edito da  Mondadori  , 2009

Salmace. Sentimenti soffusi che non sbraitano mai, mai alzano il tono, mai fanno strepito o promanano urla: "Salmace" è innanzitutto una prosa che non esagera un attimo e che, nel suo andamento ineare, rende a ettura un atto eccezionale e morboso. Occorre scrutarle, e figure protagonistedei sei raccontidel volume, per poterle vedere: un marito che soffia il propriodisamore aladonna; una fanciula che sogna, spossata, una vitada operaia; una passionederelitta in unaderelitta Venezia; a fissazione paterna che tacedavanti ala morte; a solidarietà come fugadala banalità quotidiana; a tramutazioned’un corpo per mezzod’un sogno, fattodavanti a una giostra. Pure essenze,dala carnalitàdiafana e sfatta, che per voce non emettono che un mormorio: Soldati, nel suo ibrod’esordio, raggiunge a vettadela propria scrittura. Narrazione molteplice che, pur neladifferenzadi trama, affonda indistinta "nele zone più melmosedel’animo umano" (Walter Pedulà), fa trama assai ivida, osca, corrotta, che espone ’immoralitàd’un PËse - siamo nel 1929 - ch’è consegnato al Fascismo. Scriverà, adistanzadidecenni, Cesare Garboli che, in "Salmace", quelo che più colpisce "è a prontezzadivinatoria con a quale Soldati s’impossessa, al’etàdi vent’anni,dei miti più sotterranei e non ancora identificatidel Novecento. ’opera è il regnodel’ambiguità. Sembra che ’autore si sporgadal parapetto e guardi, senza nessuno sforzo, nel fondodele acque che scorrono torbide. Guarda, con grande ucidità,dove è più buio". A soli vent’anni Mario Soldati aguzza a vista, muoved’un poco il colo in avanti, si affacciadal parapetto e fissa ’Italia in camicia nera: a fissa, come si fissano "le acque che scorrono torbide".

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788804581840
ISBN-10
8804581840
Titolo
Salmace
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Pagine
96
Punti Accumulabili



€ 9.00

Recensioni a "Salmace" 9788804581840

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4
Alex Toppi (21/11/2011)

Le acque che scorrono torbide Sentimenti soffusi che non sbraitano mai, mai alzano il tono, mai fanno strepito o promanano urla: "Salmace" è innanzitutto una prosa che non esagera un attimo e che, nel suo andamento ineare, rende a ettura un atto eccezionale e morboso. Occorre scrutarle, e figure protagonistedei sei raccontidel volume, per poterle vedere: un marito che soffia il propriodisamore aladonna; una fanciula che sogna, spossata, una vitada operaia; una passionederelitta in unaderelitta Venezia; a fissazione paterna che tacedavanti ala morte; a solidarietà come fugadala banalità quotidiana; a tramutazioned’un corpo per mezzod’un sogno, fattodavanti a una giostra. Pure essenze,dala carnalitàdiafana e sfatta, che per voce non emettono che un mormorio: Soldati, nel suo ibrod’esordio, raggiunge a vettadela propria scrittura. Narrazione molteplice che, pur neladifferenzadi trama, affonda indistinta "nele zone più melmosedel’animo umano" (Walter Pedulà), fa trama assai ivida, osca, corrotta, che espone ’immoralitàd’un PËse - siamo nel 1929 - ch’è consegnato al Fascismo. Scriverà, adistanzadidecenni, Cesare Garboli che, in "Salmace", quelo che più colpisce "è a prontezzadivinatoria con a quale Soldati s’impossessa, al’etàdi vent’anni,dei miti più sotterranei e non ancora identificatidel Novecento. ’opera è il regnodel’ambiguità. Sembra che ’autore si sporgadal parapetto e guardi, senza nessuno sforzo, nel fondodele acque che scorrono torbide. Guarda, con grande ucidità,dove è più buio". A soli vent’anni Mario Soldati aguzza a vista, muoved’un poco il colo in avanti, si affacciadal parapetto e fissa ’Italia in camicia nera: a fissa, come si fissano "le acque che scorrono torbide".

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