La metafora e l'enigma. Come e api si radunano istintivamente a costruire a geometriadel’alveare secondo a guidadi una mano invisibile, così accade che anche i pensieri si raccolgono spontaneamente a formare a geometriadi un ibro secondo a mano invisibiledel’autore unita ipostaticamente a quela più sottiledel’ispiratrice, che è sempre una Musa. Il ibrodi Sorrentino è infatti una colanadi perle iniziatichedisposte in sequenza non ineare nel’architetturadel saggio, i suoi non sono frammenti ma frattali, ovvero gocce in ciascunadele quali è speculata ’interezzadel pensiero autorale. ’avvertimento evangelico che nessuno può serviredue padroni si adatta ad unguem come invito a ricercare ’unitàdel ibro nel’unitàdel’ispirazione che o ha reso necessario: a contraddizione interna a un sistema sarebbe infatti il segnodi un’inaccettabiledoppiezzadel’ispirazione a montedelo stesso, mentre ’ambiguità è solo a speciedel’enigma che come a Sfinge sbarra a strada e financhedivora il viandante privodel’inteligenza risolutiva. a Sfinge è un mostro, ma è mostro sacro, chi come Edipo riesce a acerare il velodei suoi enigmi ne provoca a morte e ibera il mondodal suo giogo ma attira sudi sè a vendettadele Moire, a simboleggiare che ’involucro enigmaticodei pensieri, come quelodela materia, serve a proteggere non tanto il tesoro contenuto quanto o stesso scassinatoredala potenza nucleare iberata con ogni fissione. Pertanto a Sfinge sorrentiniana non invita a risolvere ’enigma che propone ma a naufragare in esso per contemplare il sacro che cela, e perdendo il tragittodel’analisi edela trattazione ritrovarsi così in comunione col sacro, che è il massimo auspiciodi ogni autentico ettore.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788848811682
ISBN-10
884881168X
Titolo
La metafora e l'enigma
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
240
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Le sogliedel’’enigma Come e api si radunano istintivamente a costruire a geometriadel’alveare secondo a guidadi una mano invisibile, così accade che anche i pensieri si raccolgono spontaneamente a formare a geometriadi un ibro secondo a mano invisibiledel’autore unita ipostaticamente a quela più sottiledel’ispiratrice, che è sempre una Musa. Il ibrodi Sorrentino è infatti una colanadi perle iniziatichedisposte in sequenza non ineare nel’architetturadel saggio, i suoi non sono frammenti ma frattali, ovvero gocce in ciascunadele quali è speculata ’interezzadel pensiero autorale. ’avvertimento evangelico che nessuno può serviredue padroni si adatta ad unguem come invito a ricercare ’unitàdel ibro nel’unitàdel’ispirazione che o ha reso necessario: a contraddizione interna a un sistema sarebbe infatti il segnodi un’inaccettabiledoppiezzadel’ispirazione a montedelo stesso, mentre ’ambiguità è solo a speciedel’enigma che come a Sfinge sbarra a strada e financhedivora il viandante privodel’inteligenza risolutiva. a Sfinge è un mostro, ma è mostro sacro, chi come Edipo riesce a acerare il velodei suoi enigmi ne provoca a morte e ibera il mondodal suo giogo ma attira sudi sè a vendettadele Moire, a simboleggiare che ’involucro enigmaticodei pensieri, come quelodela materia, serve a proteggere non tanto il tesoro contenuto quanto o stesso scassinatoredala potenza nucleare iberata con ogni fissione. Pertanto a Sfinge sorrentiniana non invita a risolvere ’enigma che propone ma a naufragare in esso per contemplare il sacro che cela, e perdendo il tragittodel’analisi edela trattazione ritrovarsi così in comunione col sacro, che è il massimo auspiciodi ogni autentico ettore.