Il giovane Fabrizio del Dongo cavalca tra le file in rotta di Waterloo, smarrito nel fumo acre dei cannoni che copre il cielo d'estate.
Fabrizio attraversa i fermenti dell'Italia post-napoleonica inseguendo un ideale di purezza sentimentale mentre intrighi di corte e passioni brucianti ridisegnano le sorti del suo lignaggio.
La cattedrale di Milano guarda in silenzio le ambizioni del giovane aristocratico, spinto dall'urgenza di un cuore che non conosce compromessi politici.
Tutto muta in un istante.
Le stanze della corte di Parma diventano teatro di veleni e trame occulte orchestrate per soffocare ogni slancio autentico, costringendo il protagonista a misurarsi con la crudeltà del potere. L'ombra della congiura politica di Mosca si riflette nelle stanze nobiliari dove l'amore per la Duchessa Sanseverina scavalca i confini della convenienza sociale, spingendo Fabrizio a cercare rifugio tra le mura isolate della Certosa per sottrarsi ai duelli della vita pubblica e al peso delle sconfitte storiche.
Il ticchettio del tempo si dissolve tra le pareti di pietra dove l'unico battito udibile resta quello di una giovinezza ostinatamente rivendicata fino all'ultimo respiro.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa francese dell'Ottocento.
✔ Appassionati di cronache del risorgimento europeo.
Perché è diverso
L'opera fonde il rigore della documentazione storica del Seicento con una narrazione febbrile nata da una stesura eccezionalmente rapida. La struttura alterna la grande epopea politica agli intimi moti passionali, rendendo lo spazio della Certosa non solo un luogo fisico, ma l'approdo finale di una ricerca esistenziale che sfida le convenzioni del genere cappa e spada.
Dettagli Bibliografici
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