Un’ombra solitaria calca i selciati di Parigi mentre il vento trascina con sé il peso di diciotto secoli di esilio.
L’eredità contesa di una stirpe perseguitata diventa lo scontro tra una famiglia vittima di mire occulte e la Compagnia di Gesù che tenta di appropriarsi dei loro beni.
Il notaio di famiglia sigilla i documenti nell’hôtel di rue Saint-François, ignaro che tra quelle carte si gioca la sorte degli ultimi discendenti. I gesuiti tessono la loro tela nell'ombra, mentre le dinamiche della strategia della Compagnia di Gesù mirano a isolare le vittime nel labirinto di un sistema sociale che premia solo il sopruso. La miseria dei salari e la minaccia costante di un internamento forzato in manicomio perseguitano ogni mossa degli eredi, trasformando la vita quotidiana in una lotta per la sopravvivenza economica.
Tutto è perduto.
Erodiade e il viandante senza pace osservano lo scorrere degli eventi attraverso un destino fatto di solitudine e attesa, incarnando la condizione della stirpe dell'ebreo errante che lega il proprio riscatto finale al sacrificio di quegli ultimi discendenti. La ricerca di giustizia si scontra con una realtà in cui le leggi favoriscono solo chi detiene il potere, costringendo i protagonisti a cercare vie di fuga collettive tra le mura delle case comuni operaie.
Il perdono divino resta sospeso, in attesa che l'ultima goccia di sangue versato sciolga finalmente la maledizione dei secoli.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa sociale del diciannovesimo secolo.
✔ Chi apprezza i cicli narrativi del feuilleton francese.
Perché è diverso
Questo testo intreccia il realismo brutale delle condizioni lavorative ottocentesche con una cornice mistica millenaria. La struttura narrativa fonde la denuncia politica sulle fragilità dei sistemi sociali con la parabola leggendaria dei due viandanti eterni.
Dettagli Bibliografici
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