L’orizzonte si spezza in frammenti di cobalto e smeraldo, mentre il respiro del sale satura l’aria immobile delle calure agostane.
Una raccolta di narrazioni che esplora il legame atavico tra l’uomo e l’elemento marino, tracciando rotte tra leggende dimenticate e esistenze segnate dal flusso delle maree.
Le tavole di legno delle imbarcazioni conservano il peso dei passi di chi ha sfidato la navigazione nel Mediterraneo antico in cerca di un approdo sicuro tra le correnti infide.
Tutto muta.
Le coste rocciose diventano testimoni di incontri fugaci, dove l’isolamento forzato si trasforma in una forma radicale di introspezione durante la pesca notturna nelle secche coralline, lontano dagli sguardi dei porti trafficati. La superficie riflette le ombre di pescatori e navigatori, intrappolati in un dialogo costante con un orizzonte che nega ogni certezza geografica.
Il mare non offre risposte, ma solo specchi di luce cangiante dove i desideri personali si consumano lentamente insieme ai relitti dei sogni arenati sulla sabbia al calare della marea.
L’ultimo raggio di sole scompare sotto la linea d’acqua, inghiottendo nel buio profondo ogni traccia di memoria salmastra.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura classica legata al mare.
✔ Appassionati di antiche tradizioni marittime mediterranee.
Perché è diverso
La narrazione abbandona la struttura enciclopedica per concentrarsi su una selezione di testi poco frequentati dal grande pubblico. L'opera unisce il rigore filologico delle fonti leggendarie alla potenza evocativa di una scrittura che trasforma la geografia costiera in uno stato d'animo mutevole.
Dettagli Bibliografici
