La Parola fine. Roberta Tatafiore ha dedicato la sua esistenza a difendere i diritti delle
donne e a lottare, da donna e da giornalista, contro ogni forma di limitazione
della libertà personale. Ma cos'è la libertà personale quando è la vita stessa
a sembrare una costrizione? L'8 aprile 2009 Roberta ha ingerito un cocktail
letale di farmaci, dopo mesi di isolamento e silenzio. Era in un albergo della
capitale, a due passi da casa. Con la stessa serenità con cui Sylvia Plath
prima di uccidersi ha imburrato il pane per i figli, Roberta ha lasciato agli
amici una pacata lettera di congedo: "La mia è stata davvero una scelta. Una
scelta a lungo riflettuta, preparata, accompagnata dalla stesura di un
diario". E proprio questo memoriale a rivelarci un percorso che nulla ha a che
fare con il suicidio per come lo immaginiamo. La sua è un'uscita di scena
consapevole: la lucida e razionale "composizione di una morte", come lei
stessa la definisce, con un richiamo simmetrico e contrario a Comporre una
vita, il celebre saggio di Mary Bateson. E la decisione di una persona che ha
vissuto pienamente coltivando sino alla fine le sue passioni: il senso
profondo della letteratura - che nelle opere della stessa Plath, di Marina
Cvetaeva e di Amelia Rosselli diventa meditazione sul suicidio - e l'impegno
civile, ispiratore anche di quest'ultimo gesto, un gesto politico, "il salto
nel vuoto di chi non sa adeguarsi alla norma".
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788817039925
ISBN-10
8817039926
Titolo
La Parola fine
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 17.00