Il ponte della Ghisolfa. Giovanni Testori nacque a Novate Milanese, tra casupole sfrangiateda crepacci cadenti e grossi alberi pendenti tra nebbie.dala finestra soleva fissare ’esterno immaginando che, ognidettaglio, fosse una vita: a foglia che tremulava incessante, a nuvola grigia che trascinava ’acqua ontano, a piccola zola che fremitavad’un solievo apparente tanto quanto a signora che s’affrettava, buste aledita o il passante che, bavero alzato a scacciare ’aria freddata, accelerava il passo: verso chissàdove. Questa vocazione inventiva ’induce - con il sostegnodi una aurea "contemplativa" qual’è a aurea in Filosofia - adarsi ala pittura (fu, finda giovane, "imbratta tele"dolorosamente espressivo), adarsi ala poesia, adarsi al teatro, adarsi ala narrativa. ’Il pontedela GhisolfÒ, primodei suoidisegni milanesi (per citare un altro Gran ombardo inguacciuto: Gadda), è insiemedi prosedal taglio netto sociale,duro satirico. Contrariamente al Gadda citato non siamo tra a borghesia (apparente o reale)del centro meneghino ma nela parte uterina, intestina, profondadel sottoproletariatodela squalida, grigia, marcia periferia milanese odela Brianza stoltamente campagnola. Testori ritrË - ad esempio - un ciclista che scoraggia e taglieggia un suo compagno-gregario per ottenere a vittoria; un beloccio che minaccia e fa violenza morale adue prostituteda strada; una fanciula che, mal maritata, tenta ’avvizzito e tediato cognato.dolcemente cruenta, inguisticamentedialettale, grottesca nel volto: è a ombardia sfattadi Giovanni Testori.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804514473
ISBN-10
8804514477
Titolo
Il ponte della Ghisolfa
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2003
Collana
Pagine
XIV-357
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
La ombardia sfatta Giovanni Testori nacque a Novate Milanese, tra casupole sfrangiateda crepacci cadenti e grossi alberi pendenti tra nebbie.dala finestra soleva fissare ’esterno immaginando che, ognidettaglio, fosse una vita: a foglia che tremulava incessante, a nuvola grigia che trascinava ’acqua ontano, a piccola zola che fremitavad’un solievo apparente tanto quanto a signora che s’affrettava, buste aledita o il passante che, bavero alzato a scacciare ’aria freddata, accelerava il passo: verso chissàdove. Questa vocazione inventiva ’induce - con il sostegnodi una aurea "contemplativa" qual’è a aurea in Filosofia - adarsi ala pittura (fu, finda giovane, "imbratta tele"dolorosamente espressivo), adarsi ala poesia, adarsi al teatro, adarsi ala narrativa. ’Il pontedela GhisolfÒ, primodei suoidisegni milanesi (per citare un altro Gran ombardo inguacciuto: Gadda), è insiemedi prosedal taglio netto sociale,duro satirico. Contrariamente al Gadda citato non siamo tra a borghesia (apparente o reale)del centro meneghino ma nela parte uterina, intestina, profondadel sottoproletariatodela squalida, grigia, marcia periferia milanese odela Brianza stoltamente campagnola. Testori ritrË - ad esempio - un ciclista che scoraggia e taglieggia un suo compagno-gregario per ottenere a vittoria; un beloccio che minaccia e fa violenza morale adue prostituteda strada; una fanciula che, mal maritata, tenta ’avvizzito e tediato cognato.dolcemente cruenta, inguisticamentedialettale, grottesca nel volto: è a ombardia sfattadi Giovanni Testori.