Il gatto di Budapest. Margit Kováts, Áron Fekete ed Eliás Grünberg appartengono allo stesso mondo mitteleuropeo del Novecento. Figure di invenzione, di loro restano lettere, appunti, testi frammentari, scritture private che non ricostruiscono una storia continua, ma permettono di intravedere le loro vite. I testi si dispongono per accostamenti e ritorni. Alcune immagini, frasi, episodi riaffiorano in voci diverse, suggerendo legami che non vengono mai definiti del tutto. Da questi accostamenti emerge una trama minima, fatta più di prossimità che di spiegazioni, più di ciò che resta che di ciò che è accaduto. Un gatto - ricordato, sepolto, evocato - attraversa il libro come un evento semplice e irriducibile. Non diventa un simbolo, ma resta come un segno: ciò che rimane dopo gli urti della storia, dopo i grandi eventi del secolo. Da Budapest e Bratislava fino a Marfa, Texas, al confine con il Messico, Il gatto di Budapest segue tracce che non conducono a una ricostruzione definitiva, ma restituiscono il senso di un tempo e di un luogo comuni, osservati attraverso ciò che è sopravvissuto. Un testo teatrale e non solo che non vuole raccontare una storia ma mostrane le sue nebbiose fotografie.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9791257720445
Titolo
Il gatto di Budapest
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2026
Collana
Pagine
98
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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