Il testamento di Indefer Jones scompare nel silenzio di Llanfeolog, lasciando la villa gallese sospesa nell'attesa di un nuovo proprietario.
Isabel Broderick e il cugino Henry Jones si contendono l'eredità di una vasta proprietà gallese, intrappolati in un logorante duello psicologico per la legittimità del possesso.
Il vecchio zio Indefer osserva le mosse dei congiunti, tormentato dall'ostacolo di un cognome che separa l'affetto dalla discendenza formale. Tra i corridoi gelidi, il destino si biforca nel silenzio di chi nasconde un segreto. La scomparsa del testamento di Llanfeolog diviene il perno attorno cui oscilla l'intera esistenza della giovane Isabel, costretta a misurarsi con la presenza viscida di Henry. Lui, commesso metropolitano dal volto anonimo, coltiva ambizioni che si intrecciano con la bramosia del possesso materiale. La verità brucia. Le stanze della tenuta accolgono una tensione costante, nutrita non da urla, ma dal peso di uno sguardo che osserva l'altro corrompersi lentamente per il denaro. In questa faida ereditaria nel Galles vittoriano, l'onestà si trasforma in un campo di battaglia dove la moralità viene soppesata contro la necessità di un nome. Ogni gesto di Henry, calcolato e meschino, scava un solco profondo nell'animo di Isabel, portando entrambi verso un punto di non ritorno inevitabile.
Una lettera celata sotto le assi del pavimento continua a negare il diritto di successione, alimentando l'angoscia che corrode le mura della dimora.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa vittoriana britannica.
✔ Chi apprezza gli studi psicologici sui rapporti familiari.
Perché è diverso
Il romanzo si distacca dalla produzione voluminosa dell'autore per concentrarsi su una tensione domestica serrata. L'opera sfrutta una precisione fotografica nel ritrarre il decadimento morale, sostituendo il grottesco con una meticolosa indagine sulla natura umana.
Dettagli Bibliografici
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