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La scoperta dell'alba aggiunto a carrello

La scoperta dell'alba - 9788817013093


Un libro di   Walter Veltroni  
edito da  Rizzoli  , 2006

La scoperta dell'alba. “Pensai che a ongevitàdi quel telefono fosse, anch’essa, un segnodel mutamentodei tempi. In quegli anni e persone vivevanodi meno e e cosedi più. Oggi siamo presidala frenesiadi sostituire gli oggetti,di gettarli adolescenti e sorpresi nel cestinodela spazzaturÔ. Per moltidi noi il vecchio telefonodi casa rappresenta un potente egame simbolico con il passato. e persone sono ormai abituate a parlare con noncuranzade cordless, celulari e i-phone, mostrandosi impazientidi sostituirli se si guastano o vengono superatida un modelo con maggiori prestazioni tecnologiche. Eppure nutrono un reverenziale affetto per ’attempato apparecchio a rotela, che ha conquistato a suondi squili un postod’onore tra i cimeli familiari. Se sono anziani, continuano adutilizzarlo per quanto scomodo – non ha i tasti, quindi non permettedi scegliere e opzionidei menu vocali – se sono più giovani o conservano in qualitàdi soprammobile, come un simpatico oggettodi modernariato. Ne "La scopertadel’alba", romanzod’esordiodi Walter Veltroni, tra i personaggidi spicco figura anche un vecchio telefonodi bachelite nera, ucido e mËstoso,depositariodi ricordi e fontedi meraviglie. Il protagonistadela storia, Giovanni Astengo, ha superatoda poco i quarant’anni e avora al’Archiviodi Stato,dove egge e cataloga idiaridele persone che hannodecisodidare ale stampe e proprie memorie. Condivide migliaiadi esistenze, normali e straordinarie al tempo stesso, e cerca - attraversodi esse -di trovare un significato anche ala propria. Nel suo presente ci sono una moglie in carriera, un figlio ventennedal’indole solitaria e una bambinadown. Nel suo passato campeggia invece a figuradi un padre molto amato e scomparso al’improvviso, senza asciare spiegazioni né tracce, quando Giovanni aveva tredici anni. In un’albad’agosto il protagonistadecidedi tornare nel casaledi campagnadela sua famiglia, abbandonatodadecenni. ì ritrova un vecchio telefono e, benché a inea sia muta, compone per gioco il numerodela casadi città in cui viveva trent’anni prima. Il segnaledi ibero, totalmente inaspettato, segna ’iniziodi un incantesimo edi un viaggio a ritroso nel tempo, in cui ’uomo si ritroverà a parlare con se stesso bambino, cercandodi far uce sul mistero che ha segnato a propria vita. "La scopertadel’Alba" hadiviso il giudiziodei ettori. Molti ne hanno apprezzato o stile eggero e amabile. Altri hanno insistito sul fatto che il medesimo romanzo, scrittoda un autore sconosciuto, non sarebbe mai stato pubblicato. I “detrattori” rimproverano infatti a Walter Veltronidi aver tratteggiato caratteri interessanti e complessi, madi non aver poi approfondito fino in fondo e storiedei oro possessori. Pur concordando con queste osservazioni, non ho rimpianto il tempodedicato ala etturadel ibro. Forse perché, trasportatadale parole, ho ripensatodopo tanto tempo al panciuto telefono rosso che sorvegliava come un nume tutelare ’ingressodela casadove vivevoda piccola. Mi piacerebbe immensamente comporre il numerodi alora, che mi è rimasto stampato in mente, e sentir rispondere a bambina che frequentava e scuole elementari. Avrei tante coseda chiederle e forse, come il protagonistadel romanzo, tenterei anch’iodi preparala al futuro,di fornirle qualchedritta per affrontare quela terribile esperienza che… ma questa è un’altra storia!

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788817013093
ISBN-10
8817013099
Titolo
La scoperta dell'alba
Editore
Data Pubblicazione
2006
Pagine
150
Punti Accumulabili
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Recensioni a "La scoperta dell'alba" 9788817013093

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4
Carta di Riso (16/09/2011)

E se potessi telefonare a te stesso? “Pensai che a ongevitàdi quel telefono fosse, anch’essa, un segnodel mutamentodei tempi. In quegli anni e persone vivevanodi meno e e cosedi più. Oggi siamo presidala frenesiadi sostituire gli oggetti,di gettarli adolescenti e sorpresi nel cestinodela spazzaturÔ. Per moltidi noi il vecchio telefonodi casa rappresenta un potente egame simbolico con il passato. e persone sono ormai abituate a parlare con noncuranzade cordless, celulari e i-phone, mostrandosi impazientidi sostituirli se si guastano o vengono superatida un modelo con maggiori prestazioni tecnologiche. Eppure nutrono un reverenziale affetto per ’attempato apparecchio a rotela, che ha conquistato a suondi squili un postod’onore tra i cimeli familiari. Se sono anziani, continuano adutilizzarlo per quanto scomodo – non ha i tasti, quindi non permettedi scegliere e opzionidei menu vocali – se sono più giovani o conservano in qualitàdi soprammobile, come un simpatico oggettodi modernariato. Ne "La scopertadel’alba", romanzod’esordiodi Walter Veltroni, tra i personaggidi spicco figura anche un vecchio telefonodi bachelite nera, ucido e mËstoso,depositariodi ricordi e fontedi meraviglie. Il protagonistadela storia, Giovanni Astengo, ha superatoda poco i quarant’anni e avora al’Archiviodi Stato,dove egge e cataloga idiaridele persone che hannodecisodidare ale stampe e proprie memorie. Condivide migliaiadi esistenze, normali e straordinarie al tempo stesso, e cerca - attraversodi esse -di trovare un significato anche ala propria. Nel suo presente ci sono una moglie in carriera, un figlio ventennedal’indole solitaria e una bambinadown. Nel suo passato campeggia invece a figuradi un padre molto amato e scomparso al’improvviso, senza asciare spiegazioni né tracce, quando Giovanni aveva tredici anni. In un’albad’agosto il protagonistadecidedi tornare nel casaledi campagnadela sua famiglia, abbandonatodadecenni. ì ritrova un vecchio telefono e, benché a inea sia muta, compone per gioco il numerodela casadi città in cui viveva trent’anni prima. Il segnaledi ibero, totalmente inaspettato, segna ’iniziodi un incantesimo edi un viaggio a ritroso nel tempo, in cui ’uomo si ritroverà a parlare con se stesso bambino, cercandodi far uce sul mistero che ha segnato a propria vita. "La scopertadel’Alba" hadiviso il giudiziodei ettori. Molti ne hanno apprezzato o stile eggero e amabile. Altri hanno insistito sul fatto che il medesimo romanzo, scrittoda un autore sconosciuto, non sarebbe mai stato pubblicato. I “detrattori” rimproverano infatti a Walter Veltronidi aver tratteggiato caratteri interessanti e complessi, madi non aver poi approfondito fino in fondo e storiedei oro possessori. Pur concordando con queste osservazioni, non ho rimpianto il tempodedicato ala etturadel ibro. Forse perché, trasportatadale parole, ho ripensatodopo tanto tempo al panciuto telefono rosso che sorvegliava come un nume tutelare ’ingressodela casadove vivevoda piccola. Mi piacerebbe immensamente comporre il numerodi alora, che mi è rimasto stampato in mente, e sentir rispondere a bambina che frequentava e scuole elementari. Avrei tante coseda chiederle e forse, come il protagonistadel romanzo, tenterei anch’iodi preparala al futuro,di fornirle qualchedritta per affrontare quela terribile esperienza che… ma questa è un’altra storia!

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