Il fiato degli speleologi si condensa contro le pareti di roccia vergine, svelando una camera sepolta che il buio custodisce da secoli.
Nelle viscere della terra sotto Pradis, un ritrovamento archeologico riapre antiche fratture tra comunità montane divise dal culto, legando la sopravvivenza dei villaggi a un mistero ancestrale.
L’umidità della caverna cela resti che riscrivono la storia della valle di Pradis nel XIV secolo, dove il sangue versato tra le selve ha incrinato la pace con il vicino insediamento di Komereth.
Il bosco tace.
Gli abitanti, convinti che le bestie siano protette dalla dea Artio, osservano sgomenti i corpi straziati che riemergono tra i tronchi, alimentando sospetti su una scia di violenza che trascende la semplice predazione animale.
Mentre la tensione tra i villaggi esplode, una spedizione punitiva si addentra nel folto, cercando risposte tra la superstizione e la realtà di una natura violata.
L’intervento delle donne benandanti come custodi dell'ipogeo trasforma la caccia in una rivelazione sovrannaturale, dove un’antica statuetta e la figura di un uomo dimenticato diventano l’unica chiave per decifrare il massacro. Il confine tra il mito sacro e il delitto umano svanisce, lasciando solo la polvere dei secoli a testimoniare quanto resta di una fede profanata e di vendette che non trovano pace nel gelo della pietra.
L'ombra dell'orso si staglia sulla neve, oscurando per sempre la traccia di chi ha osato profanare il tempio nascosto.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica e mistero antropologico.
✔ Appassionati di leggende medievali e folklore locale.
Perché è diverso
La narrazione incrocia la moderna esplorazione speleologica con il rigore del racconto medievale, fondendo archeologia e mito. La struttura alterna la scoperta scientifica alle oscure tradizioni delle benandanti, focalizzandosi sul conflitto culturale tra due villaggi legati indissolubilmente dalla presenza sacra della natura.
Dettagli Bibliografici
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