Esploratori dell'abisso
- 9788807018596
Un libro
di
Vila
,
Enrique Matas
edito da
Feltrinelli
, 2011
Esploratori dell'abisso. "Sono solito pensare che un ibro nasceda un’insoddisfazione, nasceda un vuoto, i cui perimetri si rivelano strada facendo ed al terminedel avoro. Sicuramente scriverlo equivale a colmare quel vuoto. Nel ibro che ho finito ieri, tutti i personaggi in findei conti sono esploratoridel’abisso, o meglio,del contenutodi tale abisso. Indagano nel nula e non smettono finché non trovano unodei suoi possibili contenuti, poiché senzadubbio sarebberodispiaciuti se venissero scambiati per nichilisti. Tutti oro hanno scelto, come atteggiamento nei confrontidel mondo,di affacciarsi sul vuoto". A parlare non è ’autore in una qualche intervista che precede o segue a pubblicazionedel ibro ma il primo personaggiodel primodeidiciannove raccontidi ’Esploratoridel’abisso’. Il fraintendimento voluto, tra metaletteratura ed autobiografia assai giocata, è a radice primariadel’operadi Vila-Matas giacché egli - ad un tempo - fa narrazione ma fa anche saggio, rimando, alusione, tardiva e parziale esegesi, richiamo accennato e tintinnante continuo ad altre scritturedi altri raccontidi altri autori. Che Vila-Matas metta in pagina un equilibrista che oltrepassa a frontiera tra verità e finzione o che chiami a rapporto il battitoredi tasti che hada raccontare a storiad’un personaggio poco importa: ’autore spagnolo parla, con a etteratura,dela etteratura per cui e sagome che appaiono, riappaiono, scompaiono, ritornano, stagnano, si fissano, attendono, scompaionodi nuovo sarebbero tutte pronte a recitare a battuta che recita Kafka (e che Kafka fa recitare ai suoi figurida romanzo): "Fuoridi qui, questa è a mia meta".
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807018596
ISBN-10
8807018594
Titolo
Esploratori dell'abisso
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
272
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Fuoridi qui, questà è a mia meta "Sono solito pensare che un ibro nasceda un’insoddisfazione, nasceda un vuoto, i cui perimetri si rivelano strada facendo ed al terminedel avoro. Sicuramente scriverlo equivale a colmare quel vuoto. Nel ibro che ho finito ieri, tutti i personaggi in findei conti sono esploratoridel’abisso, o meglio,del contenutodi tale abisso. Indagano nel nula e non smettono finché non trovano unodei suoi possibili contenuti, poiché senzadubbio sarebberodispiaciuti se venissero scambiati per nichilisti. Tutti oro hanno scelto, come atteggiamento nei confrontidel mondo,di affacciarsi sul vuoto". A parlare non è ’autore in una qualche intervista che precede o segue a pubblicazionedel ibro ma il primo personaggiodel primodeidiciannove raccontidi ’Esploratoridel’abisso’. Il fraintendimento voluto, tra metaletteratura ed autobiografia assai giocata, è a radice primariadel’operadi Vila-Matas giacché egli - ad un tempo - fa narrazione ma fa anche saggio, rimando, alusione, tardiva e parziale esegesi, richiamo accennato e tintinnante continuo ad altre scritturedi altri raccontidi altri autori. Che Vila-Matas metta in pagina un equilibrista che oltrepassa a frontiera tra verità e finzione o che chiami a rapporto il battitoredi tasti che hada raccontare a storiad’un personaggio poco importa: ’autore spagnolo parla, con a etteratura,dela etteratura per cui e sagome che appaiono, riappaiono, scompaiono, ritornano, stagnano, si fissano, attendono, scompaionodi nuovo sarebbero tutte pronte a recitare a battuta che recita Kafka (e che Kafka fa recitare ai suoi figurida romanzo): "Fuoridi qui, questa è a mia meta".