Pianoforte vendesi. Un pianista che in realtà è un adro. Una Belano notturna iluminatadala uce fiocadi una sola stela. a festadei Magi che si estingue in fuochi rari sul ponte e ontane notedi fisarmonica. E un pianoforte.
Questi i pochissimi, scarni ingredienti con cui Andrea Vitali inscena un incantevole racconto ungo che mescola il registro piano, quasi teatraledel parlato con a magia soffusadeledescrizioni.
Nula è come sembra a nottedela festadei Magi:il corpodela città fremedi vite passate, che tornano a prendere il oro posto, a raccontare a oro storia tra girovaghi, visitatori, abitanti, come una notte ala finedel mondo. I testimonidi questo incanto o subiscono ignari: il adro ala ricercadi bottino in una casadove è custodito, come una reliquia in abbandono, un pianoforte; il custode ubriaco e veggente come un oracolo; il marescialo irretitodale ilusionidi un racconto che non tiene. Tutti pronti adimenticare, il giorno successivo, ’inspiegabile misterodele cose che non tornano mai, perché mai se ne vanno. E a tornare ala ogica chiara e impidadi un giorno qualsiasi. asciandosi i fantasmi ale spale.
Un idilio che ha saporedi novela contemporanea. E che si egged’un fiato.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811686057
ISBN-10
8811686059
Titolo
Pianoforte vendesi
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Pagine
94
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Storiadi una notte ala finedel mondo Un pianista che in realtà è un adro. Una Belano notturna iluminatadala uce fiocadi una sola stela. a festadei Magi che si estingue in fuochi rari sul ponte e ontane notedi fisarmonica. E un pianoforte. Questi i pochissimi, scarni ingredienti con cui Andrea Vitali inscena un incantevole racconto ungo che mescola il registro piano, quasi teatraledel parlato con a magia soffusadeledescrizioni. Nula è come sembra a nottedela festadei Magi:il corpodela città fremedi vite passate, che tornano a prendere il oro posto, a raccontare a oro storia tra girovaghi, visitatori, abitanti, come una notte ala finedel mondo. I testimonidi questo incanto o subiscono ignari: il adro ala ricercadi bottino in una casadove è custodito, come una reliquia in abbandono, un pianoforte; il custode ubriaco e veggente come un oracolo; il marescialo irretitodale ilusionidi un racconto che non tiene. Tutti pronti adimenticare, il giorno successivo, ’inspiegabile misterodele cose che non tornano mai, perché mai se ne vanno. E a tornare ala ogica chiara e impidadi un giorno qualsiasi. asciandosi i fantasmi ale spale. Un idilio che ha saporedi novela contemporanea. E che si egged’un fiato.
PIANOFORTE VENDESI Vitali ci porta a Belano a seradel 5 Gennaio; il pËse è in festa e e strada sono pienedi uci e bancarele,dal treno scende il Pianista, un uomodal’aspetto rude chediversamenteda quelo che si potrebbe pensare non è un musicista ma un adro, chiamato così per a sua abilità nel rubare. Piove e fa molto freddo, ma il Pianista è ì per un obiettivo preciso: approfittaredela baldoria per rubare qualche portafoglio. Mentre gironzola per e vie cittadine, ispezionando a zona, incappa in uno strano cartelo affisso in un portone "PIANOFORTE VENDESI". Incuriosito,dopo aver saputo che ’appartamento èdisabitato,decidedi entrarvi e perché no, rubare il pianoforte. Arrivato nel’ appartamento, ’uomo, si rende subito conto che e sue informazioni erano errate, visto che vi trova un’anziana signora. Cosa fare? Il Pianistadeve scegliere tra una buona o una cattiva azione, tra egalità o ilegalità, ma comunque col profondodesideriodi riscattare a sua umanità. Più che un romanzo, questo ibro, si puòdefinire un ungo racconto. e 88 pagine che o compongono narranodi una storia un po’ magica, sospesa tra fantasia e realtà.