Preghiera del nome. Nato a Siena, tra i "campidoratidi piazze rossastre", Cesare Viviani si è aureato in egge ed in Pedagogia e -dopo gli alorid’accademia - s’è trasferito a Milano. Qui è stato pubblicista, fotografo, consulente pubblicitario e psicologo e analista junghiano. Soprattuttto, per chi ama a etteratura - èdivenuto poeta e questo piccolo gran tomo (’Preghieradel nome’) segna, in maniera particolare, il suo apprododefinitivo ala religiosità, aladevozione, ala considerazione rispettosa e privatadi un oltremondano conquistatodalo sguardodegli uomini.dagli abissidel’anima al’anima celeste in un progressivo camminodi abbandonodela materica consistenza terrena edele sue formulazioni fasule. Egli stesso,d’altronde, ha professato che "il nome, il nome proprio, è privodi significato. Che significano Giorgio, Mario, Francesco oppure il titolodela mia precedente raccoltadi poesie? Nula". Ecco ’abbandonodele formedefinite,dele etichette predeterminate,dela buccia tangibiledele cose. Ed ancora: "Per me a poesia è quela pratica che fadiventare tutte e parole nomi propri". Come ’antica e pia "Invocazionedel Nome" - afferma Viviani - "che consiste nel ripetere al’infinito il nomedeladivinità" così a poesia, nel ripeteredi continuo il proprio inchiostro versificato "diventa puro suono". Frammento che sale eggero al sole, il versodi Viviani sidestina ale nuvole, sidestina adio.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804332732
ISBN-10
8804332735
Titolo
Preghiera del nome
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1990
Collana
Pagine
144
Punti Accumulabili
€ 17.56
Il verso che sale ale nuvole Nato a Siena, tra i "campidoratidi piazze rossastre", Cesare Viviani si è aureato in egge ed in Pedagogia e -dopo gli alorid’accademia - s’è trasferito a Milano. Qui è stato pubblicista, fotografo, consulente pubblicitario e psicologo e analista junghiano. Soprattuttto, per chi ama a etteratura - èdivenuto poeta e questo piccolo gran tomo (’Preghieradel nome’) segna, in maniera particolare, il suo apprododefinitivo ala religiosità, aladevozione, ala considerazione rispettosa e privatadi un oltremondano conquistatodalo sguardodegli uomini.dagli abissidel’anima al’anima celeste in un progressivo camminodi abbandonodela materica consistenza terrena edele sue formulazioni fasule. Egli stesso,d’altronde, ha professato che "il nome, il nome proprio, è privodi significato. Che significano Giorgio, Mario, Francesco oppure il titolodela mia precedente raccoltadi poesie? Nula". Ecco ’abbandonodele formedefinite,dele etichette predeterminate,dela buccia tangibiledele cose. Ed ancora: "Per me a poesia è quela pratica che fadiventare tutte e parole nomi propri". Come ’antica e pia "Invocazionedel Nome" - afferma Viviani - "che consiste nel ripetere al’infinito il nomedeladivinità" così a poesia, nel ripeteredi continuo il proprio inchiostro versificato "diventa puro suono". Frammento che sale eggero al sole, il versodi Viviani sidestina ale nuvole, sidestina adio.