Il sole della Costa Azzurra batteva senza sosta contro gli infissi scrostati della pensione, bruciando ogni traccia dell'austerità viennese.
Due giovani sposi austriaci approdano in un borgo marinaro negli anni Trenta, lasciandosi sedurre dall'atmosfera languida del Mediterraneo fino a un epilogo inatteso e brutale.
La luce accecante riflette l'ozio di Alfred e Helen, due figure estranee che osservano il borgo dal balcone con una punta di derisione intellettuale. Si muovono tra le reti stese ad asciugare e i tavoli di caffè polverosi come se camminassero su un palcoscenico lontano. La loro distanza sociale inizia a sgretolarsi nel calore umido della costa, trasformando il soggiorno in un labirinto di passioni in Riviera dove il tempo smette di scorrere linearmente.
Tutto cambia.
Un gesto casuale, un complimento ambiguo scambiato con un turista di passaggio o un fugace sguardo rivolto a un pescatore locale diventano inneschi invisibili per una crisi silenziosa. La stabilità del loro legame si decompone davanti al mare, rivelando crepe profonde che l'ironia non può più nascondere sotto la superficie, rendendo ogni loro scelta un percorso di autodistruzione esistenziale che consuma le poche certezze rimaste intatte.
La risacca notturna copre finalmente il rumore delle sedie rovesciate nel silenzio irreale della stanza rimasta vuota.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa mitteleuropea del Novecento.
✔ Chi apprezza la letteratura dell'esilio e dell'inquietudine.
Perché è diverso
Il testo rifugge ogni giudizio morale, focalizzandosi esclusivamente sulla lenta sedimentazione di micro-eventi che erodono la psiche dei protagonisti. La struttura narrativa agisce come un distillatore che trasforma la spensieratezza in una spietata esposizione del vuoto interiore.
Dettagli Bibliografici
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