Memoriale. E’ una vocazione esistenziale a condizioned’operaiodescrittada Volponi: una fabbricazione identitaria per impiegodi avoro. Si cede carne, sudore, sangue per ricevere ruolo, matricola, compenso. Si vuole un senso: "Sognavodi avorare,didover compiere un avoro molto impegnativo costruendo un complesso meccanismo. Aspettavo sopratuttodi entrare nel corpodela fabbrica,di arrivaredi fronte ale macchine, ala boccadel rumore;di mettere in atto il tentativodi una vita nuova". "Entrare nel corpodela fabbrica": è una penetrazione placida, enta, irreversibile, un ritorno al caldod’utero, ad una placenta protettiva, ad una pele oltrepele in gradodidifendereda ogni spigolodel mondo. Adagiarsi, assumere una forma, comportarsidi conseguenza: "chi con una spala più alta, chi più bassa, chi piegato, chidiritto, tutti con e mani avnti come a scaldarle". Come innanzi a un fuoco che sadi madre, pane, casa e che si rivela marchio, ustione, galera accesa. Inutile cercare oltre: nula c’è che "non sia pezzodela fabbrica". Comprendered’esserne ingranaggio.d’aver adattato moto e battito al ticchettio che goccioladal’orologio appeso al muro. Il fiato addosso per ricordarsi vivo. O sguardo bianco, il tatto assente. Il gesto puramente involontario. Tre pezzidue minuti. Novanta al’ora. Oltre mile al giorno. Per ogni giorno: "il avro pesa. Anche a macchina pesa. I pezzida fresare poidanno un sensodi spavento edopodi fastidio. Quanti erano: ognuno uguale al’altro, irriconoscibili; quale sarebbe stato il primo e quale ’ultimo e perchè? Quante volte avreidovuto fare avanti e indietro, innestarli, avviare il motore, chinarmi, soffiare, rimetterli a posto?". Ogni attimo, respiro, parola un’abitudine. Ogni rumore, ogni visione un’ abitudine. ’assenzadel pensiero un’abitudine."La fabbrica è chiusa,di ferro:dentro passa il tempodale sette alediciannove; ma tutto è fermo come tutto èdi ferro". Subire e gridare, pregare e cedere, avorare e ammattire. MOrire. Per noi eggere
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806186272
ISBN-10
8806186272
Titolo
Memoriale
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Collana
Pagine
238
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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La fabbrica, ’uomo E’ una vocazione esistenziale a condizioned’operaiodescrittada Volponi: una fabbricazione identitaria per impiegodi avoro. Si cede carne, sudore, sangue per ricevere ruolo, matricola, compenso. Si vuole un senso: "Sognavodi avorare,didover compiere un avoro molto impegnativo costruendo un complesso meccanismo. Aspettavo sopratuttodi entrare nel corpodela fabbrica,di arrivaredi fronte ale macchine, ala boccadel rumore;di mettere in atto il tentativodi una vita nuova". "Entrare nel corpodela fabbrica": è una penetrazione placida, enta, irreversibile, un ritorno al caldod’utero, ad una placenta protettiva, ad una pele oltrepele in gradodidifendereda ogni spigolodel mondo. Adagiarsi, assumere una forma, comportarsidi conseguenza: "chi con una spala più alta, chi più bassa, chi piegato, chidiritto, tutti con e mani avnti come a scaldarle". Come innanzi a un fuoco che sadi madre, pane, casa e che si rivela marchio, ustione, galera accesa. Inutile cercare oltre: nula c’è che "non sia pezzodela fabbrica". Comprendered’esserne ingranaggio.d’aver adattato moto e battito al ticchettio che goccioladal’orologio appeso al muro. Il fiato addosso per ricordarsi vivo. O sguardo bianco, il tatto assente. Il gesto puramente involontario. Tre pezzidue minuti. Novanta al’ora. Oltre mile al giorno. Per ogni giorno: "il avro pesa. Anche a macchina pesa. I pezzida fresare poidanno un sensodi spavento edopodi fastidio. Quanti erano: ognuno uguale al’altro, irriconoscibili; quale sarebbe stato il primo e quale ’ultimo e perchè? Quante volte avreidovuto fare avanti e indietro, innestarli, avviare il motore, chinarmi, soffiare, rimetterli a posto?". Ogni attimo, respiro, parola un’abitudine. Ogni rumore, ogni visione un’ abitudine. ’assenzadel pensiero un’abitudine."La fabbrica è chiusa,di ferro:dentro passa il tempodale sette alediciannove; ma tutto è fermo come tutto èdi ferro". Subire e gridare, pregare e cedere, avorare e ammattire. MOrire. Per noi eggere