Il castello di Vestfalia svanisce in un soffio di cenere sotto il peso di una guerra che non risparmia neppure le promesse di un paradiso in terra.
Candido, giovane educato all'ottimismo forzato dal precettore Pangloss, attraversa continenti in preda al caos cercando un senso tra rovine e fanatismo religioso.
Il castello del barone brucia.
Tutto svanisce.
La terra trema tra le rovine di Lisbona, dove le macerie diventano l’unico altare per una giustizia cieca che punisce colpe immaginarie.
Candido insegue Cunegonda attraverso terre flagellate dall'avidità umana del Nuovo Mondo, smarrendosi tra le promesse di Eldorado e le frustate subite dai negrieri in Suriname, scoprendo che la filosofia del miglior mondo possibile soccombe davanti alla crudeltà dei fatti.
La ricerca della ragione naufraga tra le certezze infrante di un giovane protagonista costretto a misurarsi con l'intolleranza dogmatica degli ordini costituiti, mentre le convinzioni di un'intera esistenza vengono spogliate di ogni pretesa metafisica per ridursi alla necessità di un gesto semplice.
Coltivare il proprio giardino.
Il riflesso di un mondo folle si spegne nel silenzio di una piccola fattoria dove il lavoro quotidiano è l’unico argine contro la deriva dell'assurdo.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa satirica del Settecento.
✔ Appassionati di classici europei dell'illuminismo.
Perché è diverso
Il testo decostruisce il mito dell'ottimismo metafisico attraverso una successione incalzante di sventure geografiche che spogliano il protagonista di ogni illusione intellettuale. La struttura picaresca trasforma il viaggio di formazione in una feroce parodia delle correnti di pensiero coeve, ancorando la riflessione filosofica a una realtà cruda e tangibile.
Dettagli Bibliografici
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