L'inchiostro si consuma sulla carta grezza, segnando il lento trascorrere di giornate identiche tra le mura umide del carcere di Reading.
Oscar Wilde affida a un lungo epistolario indirizzato a Lord Alfred Douglas la disamina del proprio naufragio personale, esplorando le crepe profonde di una esistenza privata dell'effimero splendore mondano.
La cella di detenzione diventa il luogo di una confessione radicale, dove il dolore trasforma ogni riga in un atto di indagine interiore senza filtri. Lo scrittore ripercorre il legame distruttivo con il giovane aristocratico, decostruendo le illusioni che hanno guidato le sue scelte prima della condanna infamante. Il manoscritto, affidato nel silenzio a Robert Ross, attraversa decenni di occultamento e censure arbitrarie prima di rivelarsi nella sua interezza storica.
L'uomo resta solo.
La corrispondenza dal carcere di Reading emerge infine dai caveau del British Museum, deponendo le armi contro le versioni edulcorate e le centinaia di errori di trascrizione che hanno alterato la voce originale per mezzo secolo. Attraverso questa autobiografia epistolare non mistificata, il legame tra il desiderio e la caduta viene finalmente ricomposto in una forma che non teme più il giudizio delle autorità dell'epoca.
Il manoscritto giace immobile nella penombra, custode solitario di una verità che ha atteso cinquant'anni per respirare la luce del giorno.
Per chi è
✔ Lettori di epistolari del tardo Ottocento.
✔ Studiosi di letteratura inglese e memorie personali.
Perché è diverso
L'opera si distingue per l'assenza di qualsiasi intermediazione editoriale moderna, riportando il lettore direttamente al documento originale vergato durante la detenzione. La struttura narrativa si basa sulla tensione tra l'onestà brutale del manoscritto e le stratificazioni di censure subite nel corso del ventesimo secolo.
Dettagli Bibliografici
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