Il fango delle strade di Butcher's Crossing si attacca agli stivali di Will Andrews come una condanna definitiva appena scende dal treno.
Un giovane laureato ad Harvard abbandona le teorie emersoniane del Massachusetts per unirsi a una spedizione di cacciatori di bisonti tra le insidiose vette delle Rocky Mountains.
La polvere del Kansas segna il confine tra il passato accademico di Will e la brutalità dell'Ovest. L'orizzonte è immobile. Un uomo di nome Miller sostiene di conoscere una valle isolata, un rifugio naturale che ospita ancora una mandria di bisonti incontaminata lontano da ogni traccia di civiltà. Andrews finanzia il viaggio, spinto dal desiderio di fondersi con una natura selvaggia che credeva di conoscere solo attraverso i libri, ignorando che il massacro sistematico è l'unico vero linguaggio del West. Il ghiaccio scricchiola. Lungo il tragitto verso la spedizione di caccia illegale, la prospettiva edulcorata di Will si sgretola davanti alla necessità di scuoiare migliaia di capi sotto un sole implacabile. La trasformazione dell'uomo coincide con la fine di un'era, in cui l'ideale romantico di una terra vergine si dissolve nella carogna lasciata a marcire sulle rocce, rivelando un deserto dove non esiste alcuna redenzione possibile per chi ha impugnato il fucile.
Will osserva le proprie mani, ormai indurite e sporche di sangue, mentre il silenzio dell'inverno chiude ogni via di ritorno.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa western crepuscolare.
✔ Chi segue la letteratura americana dell'Ottocento.
Perché è diverso
Il testo decostruisce il mito della frontiera sostituendo l'epica del pioniere con una discesa psicologica lucida e priva di sentimentalismi. La narrazione si concentra sulla dissonanza tra le aspettative intellettuali del protagonista e la violenza materiale richiesta dall'ambiente, trasformando il paesaggio in uno specchio spietato dell'animo umano.
Dettagli Bibliografici
Tantissimi libri in promozione sconto
