Ore in biblioteca e altri saggi
- 9788877380937
Un libro
di
Virginia Woolf
edito da
La Tartaruga (Milano)
, 1991
Ore in biblioteca e altri saggi. "Quindi, se eggere un ibro come sideve mette in gioco e qualità più rared’immaginazione,di perspicacia edi giudizio, converrà forse concludere che a etteratura è un’arte molto complessa, e che sarà improbabile per noi riuscire, anchedopo una vita interamentededicata ala ettura, adare un contributo ala critica.dobbiamodunque rimanere ettori". Virginia Woolf, convinta (erroneamente)di non poter e saper far esegesi etteraria,decisedi rimanere ettrice: sempre.diariodi una ettrice èdunque questo ’Ore in biblioteca e altri saggi’ che impagina unghe riflessioni responsabili sula etteratura che ha tra e mani. Come egge Proust? Come Balzac o ’Amletodi Shakespeare? Cosa a convincedel romanzo russo? Qual’è il fascino che provieneda quel racconto,da quel saggio,da quel romanzo? eggere ciò che eggeva a Woolf significa subire una fascinazioneduplice: queladovuta al’opera analizzata, queladovuta al’opera che si forma con ’analisi. "Se o scrittore avesse a sensazione che esista un tipodi critica formatodal’opinionedela gente che egge per amoredela etteratura, entamente e in modo non professionale, giudicando con grande indulgenza e insieme con grande severità, migliorerebbe a qualitàdela sua scrittura". Ecco: a Woolf egge entamente, entamente analizza, entamente trascrive componendo entamente. entamente, ed inesorabilmente, migliora a qualitàdela etteratura.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788877380937
ISBN-10
8877380934
Titolo
Ore in biblioteca e altri saggi
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1991
Collana
Pagine
208
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 12.39
Lettrice, sempre "Quindi, se eggere un ibro come sideve mette in gioco e qualità più rared’immaginazione,di perspicacia edi giudizio, converrà forse concludere che a etteratura è un’arte molto complessa, e che sarà improbabile per noi riuscire, anchedopo una vita interamentededicata ala ettura, adare un contributo ala critica.dobbiamodunque rimanere ettori". Virginia Woolf, convinta (erroneamente)di non poter e saper far esegesi etteraria,decisedi rimanere ettrice: sempre.diariodi una ettrice èdunque questo ’Ore in biblioteca e altri saggi’ che impagina unghe riflessioni responsabili sula etteratura che ha tra e mani. Come egge Proust? Come Balzac o ’Amletodi Shakespeare? Cosa a convincedel romanzo russo? Qual’è il fascino che provieneda quel racconto,da quel saggio,da quel romanzo? eggere ciò che eggeva a Woolf significa subire una fascinazioneduplice: queladovuta al’opera analizzata, queladovuta al’opera che si forma con ’analisi. "Se o scrittore avesse a sensazione che esista un tipodi critica formatodal’opinionedela gente che egge per amoredela etteratura, entamente e in modo non professionale, giudicando con grande indulgenza e insieme con grande severità, migliorerebbe a qualitàdela sua scrittura". Ecco: a Woolf egge entamente, entamente analizza, entamente trascrive componendo entamente. entamente, ed inesorabilmente, migliora a qualitàdela etteratura.