Il giovane nobile posa la piuma sul tavolino, osservando come la propria ombra si allunghi stanca sulle boiserie di un secolo che non gli appartiene più.
Orlando attraversa quattro secoli in un’esistenza mutevole, trasformandosi dopo un risveglio inatteso in una donna che solca le epoche fino al Novecento.
L'inchiostro macchia le dita mentre la residenza di famiglia a Constantinopoli nel XVII secolo diventa il teatro di una metamorfosi fisica radicale, capace di azzerare convenzioni secolari e aspettative sociali. Orlando osserva il proprio riflesso mutato, cercando di ricomporre una coscienza che ha ormai superato le strette maglie del tempo lineare per approdare a Londra.
L'identità si sgretola.
Tra i salotti affollati dell'Età dell'Oro e le nebbie industriali, il protagonista intreccia il proprio destino con i frammenti di un'autobiografia storica frammentata, costruendo una personalità che sfida la rigidità dei ruoli predefiniti. Le stanze della dimora, custodi di sete e pergamene, diventano testimoni silenziosi di un individuo pronto a riflettersi in mille epoche differenti, dove la sostanza dell'essere si dissolve per ricomporsi in una nuova, lucida, inafferrabile presenza che attraversa la modernità senza mai trovare una collocazione definitiva nel mondo dei vivi.
Un cappello piumato giace abbandonato sul pavimento, ultimo relitto di un secolo che ha appena cessato di esistere per Orlando.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa modernista inglese.
✔ Appassionati di letteratura sperimentale del Novecento.
Perché è diverso
La struttura scardina le convenzioni della biografia tradizionale fondendo epoche distanti in una narrazione fluida. L'identità diventa materia malleabile che attraversa i secoli, trasformando il racconto di una singola esistenza in una cronaca collettiva e atemporale.
Dettagli Bibliografici
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