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Stalingrado. E-book. Formato Mobipocket

Un ebook di  Ficarra Francesco  edito da Area 51 Publishing, 2012

I combattimenti più duri, le battaglie più spietate, l'assedio più lungo: il fronte orientale fu il concentrato di tutte le violenze della Seconda guerra mondiale. Agli uomini che combatterono e vissero nell'Europa orientale non fu risparmiata nessuna delle barbarie del conflitto, che anzi vissero nel modo più travolgente e cruento: deportazioni, esecuzioni di massa, rappresaglie. Milioni di persone soffrirono la fame, la sete, il freddo e la stanchezza, in una Russia sconvolta dalle gigantesche battaglie di carri, aerei e fanteria. Videro le loro città rase al suolo, ridotte a cumuli di macerie; videro i loro cari partire per il fronte, li salutarono sapendo che andavano a morte certa. Per i civili, la sopravvivenza era altrettanto difficile: ai bombardamenti continui si aggiungeva la mancanza di cibo, e l'eccezionale rigore dell'inverno russo, quando la temperatura scende fino a quaranta gradi sotto zero. Le armate tedesche, i soldati vittoriosi dell'Europa occidentale, si ridussero a una moltitudine stremata e affamata, in marcia nella steppa - rovente d'estate, gelida d'inverno, sempre ugualmente inospitale - alla ricerca di una vittoria impossibile, o per sfuggire alle controffensive russe. Esaurite le munizioni, esauriti i viveri, bloccati i carri e i camion, continuarono a battersi fino al limite estremo della spossatezza; solo i più fortunati fecero ritorno a casa, dopo traversie infinite. Per molti, invece, la campagna ordinata dal Führer finì con la morte, o con una prigionia destinata a durare più di dieci anni. I soldati sovietici, sottoposti al più duro regime marziale che si possa immaginare, furono dapprima travolti dall'offensiva tedesca, opposero una tenace, spesso disperata resistenza, e infine conobbero l'ebbrezza della riscossa e della vittoria. Sarebbero stati loro, quattro anni dopo, a piantare per primi la bandiera della pace sulle rovine fumanti della cancelleria del Reich.

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