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Da grande farò l'Archeologo: Conticello racconta ricordi e fantasia fra Roma e Palermo. E-book. Formato EPUB Baldassare Conticello - Gangemi Editore, 2016 -
Andrea, nel lontano 1932, affinchè il figlio Biagio nascesse siciliano, mandò la moglie a partorire a Palermo, nonostante vivessero a Milano per lavoro. Da questa città si trasferirono a Roma nel 1935 per poi approdare definitivamente nella loro terra natìa molti anni dopo, spinti da una grave malattia di Andrea. Biagio descrive le difficoltà di un periodo di guerra e di dopoguerra, vissute nel quartiere di Monteverde Vecchio a Roma, dove ognuno si arrangiava come poteva, tra il contrabbando di sigarette o di qualsivoglia merce. Mentre le truppe tedesche lasciavano Roma verso nord, lungo la Via Aurelia, quelle americane entravano dalla Via Appia, passando sotto l'Arco di Costantino, come avevano fatto gli antichi romani con le truppe al seguito del Generale vittorioso. Erano anni sì brutti, ma col senno del poi si apprezzò quel sentimento di solidarietà e di altruismo che man mano che gli anni passavano, andava scemando sempre di più. È proprio vero che più si vive in povertà e più ci si vuole bene! In Sicilia, Biagio si accostò, facendola parte di sé, a quella Cultura che dapprima aveva disprezzata per il suo dialetto, per il suo modo di rapportarsi con le ragazze, per il suo mercato della Vuccirìa, ove si vendeva di tutto, compresi i cibi cotti che, a fine giornata, si regalavano ai poveri con il colletto della camicia liso. In questa terra, Biagio scoprì l'uso dell'olio di oliva che, quando era a Roma, pensava fosse solo un combustibile per non fare attaccare il cibo alle padelle. È stato proprio duro il tempo della guerra! Fanno parte dei ricordi di Biagio, il Cuntista, il Cantastorie, l'Acquajolo, il Dottore del Brodo, l'Antica Focacceria S. Francesco, il Circolo della Vela, il Circolo del Banco di Sicilia e…l'intera sicilitudine, lodata già ai tempi di Platone e, tra gli altri, dal poeta arabo di Sicilia Ibn Hamdìs. Biagio, a Palermo frequentò il Liceo Classico, l'Università e, dopo la Laurea, lasciò per la prima volta il suo Paese, partendo per la Grecia, destinazione Atene, ove frequentò la Scuola Archeologica Italiana. Con presentazione di Claudio Strinati
Quale futuro per l'archeologia?. E-book. Formato EPUB Aa. Vv. - Gangemi Editore, 2016 -
Questo volume raccoglie gli atti del workshop internazionale Quale futuro per l'archeologia? che si è svolto a Roma nel dicembre 2008. Promosso dal Dipartimento Patrimonio Culturale del CNR in conformità ai suoi obiettivi istituzionali, esso ha inteso riavviare la discussione sul ruolo di una disciplina la cui importanza strategica sia per la salvaguardia di valori identitari fondanti sia per lo sviluppo sostenibile del territorio è universalmente riconosciuta. Il workshop ha aggiornato un dibattito che in Italia mostrava di essersi affievolito invitando alla riflessione su una serie ampia di temi: dai percorsi formativi degli archeologi all'archeologia preventiva, dai rapporti tra le istituzioni preposte alla pratica dell'archeologia al traffico illecito di antichità, fino al ruolo fondamentale da assegnare alla corretta comunicazione e divulgazione dei risultati della ricerca archeologica. Contributi di: Irene Berlingò, Gert-Jan Burgers, Anna Lucia D'Agata, Cinzia Dal Maso, Francesco D'Andria, Patrizia von Eles, Michel Gras, Pier Giovanni Guzzo, Fabio Isman, Maurizio Maggi, Daniele Manacorda, Paola Moscati, Paolo Paolini e Nicoletta Di Blas, Salvatore Piro, Colin Renfrew, Francesco Roncalli, Lucrezia Ungaro, Willem J.H. Willems, Fikret K. Yegül. Anna Lucia D'Agata è Primo Ricercatore presso l'Istituto di studi sulle civiltà dell'Egeo e del Vicino Oriente del CNR (Roma). Dirige ricerche sul campo a Creta e in Turchia, e tra le sue pubblicazioni si annoverano Statuine minoiche e post-minoiche dai vecchi scavi di Haghia Triada, (Creta) (Padova 1999), e la cura dei volumi Ariadne's Threads. Connections between Crete and the Greek Mainland (Atene 2005) e Archaeologies of Cult. Essays on Ritual and Cult in Crete (Princeton 2009). Silvia Alaura è Ricercatore presso l'Istituto di studi sulle civiltà dell'Egeo e del Vicino Oriente del CNR (Roma) e si occupa della civiltà degli Ittiti. È stata borsista del DAAD (Deutscher Akademischer Austauschdienst) e della Gerda- Henkel-Stiftung. Ha pubblicato vari contributi di storia dell'archeologia, tra cui il volume Nach Boghasköy! Zur Vorgeschichte der Ausgrabungen in Boghazköy-Hattuša und zu den archäologischen Forschungen bis zum Ersten Weltkrieg. Darstellung und Dokumente (Berlin 2006).
La ricerca archeologica nel Vicino Oriente: Siria, Anatolia e Iran. Con prefazione di Paolo Matthiae. E-book. Formato EPUB Silvia Festuccia - Gangemi Editore, 2015 -
Negli ultimi anni l'interesse per le ricerche archeologiche compiute nel Vicino Oriente si è ulteriormente accentuato indirizzandosi verso una delle nuove frontiere dell'archeologia orientale, quella legata al riesame e, quando possibile, alla reinterpretazione della documentazione di insediamenti scavati soprattutto fra la seconda metà del XIX e la prima metà del XX secolo. In particolare la Siria, l'Anatolia e l'Iran forniscono la possibilità di seguire un itinerario che parte dalle prime scoperte agli scavi ancora in corso, in una sequenza quasi ininterrotta che occupa più di un secolo d'indagini archeologiche legate agli sviluppi metodologici e politici interni a ciascuna regione. SILVIA FESTUCCIA è docente di Archeologia e Storia dell'Arte del Vicino Oriente Antico all'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. È membro della Missione Archeologica Italiana ad Ebla (Siria) dal 1992 e della Missione Archeologica Italiana a Monastiraki (Creta) dal 2007. Autrice di studi riguardanti l'urbanistica e la metallurgia del Vicino Oriente, ha partecipato a convegni internazionali e pubblicato vari contributi attinenti a scavi archeologici diretti in Italia e all'Estero.