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eBooks con argomento Carceri Delinquenti
Chi sbaglia paga: Certezza della pena e della rieducazione. La voce dei detenuti e l'esperienza di un carcere alternativo. E-book. Formato EPUB Sergio Abis - Chiarelettere, 2020 -
«Il problema non è tenere i detenutidentro il carcere ma tenerli fuori, e come.»Gherardo Colombo «Oggi il carcere è fondamentalmente stupido.Non serve a niente e costaun enorme ammontare di denaro…Un carcere utile e logico è possibile.»Don Ettore Cannavera,fondatore della Comunità La Collina Smettere di delinquere si può. Chi sbaglia paga descrive la straordinaria esperienza di un carcere alternativo, la Comunità La Collina di Serdiana (Sardegna), fondata nel 1994 da don Ettore Cannavera: un carcere utile, umano e logico in contrapposizione a una galera segregativa, illogica e inutile (il 70 per cento dei detenuti ritorna in prigione commettendo nuovi reati).Il libro, attraverso le lettere di chi vive la segregazione forzata, esamina la vita di carcerazione della massa di drogati, disadattati, extracomunitari, psicolabili, assassini stipati nelle case circondariali, evidenziando lo stato di sostanziale disordine e l’illegalità cui sono costretti, motivo per il quale la rieducazione risulta impossibile. Il contrario di quanto invece avviene a Serdiana che, come racconta Abis, propone un modello di vita di lavoro e legalità orientata alla rieducazione, secondo quanto stabilito dalla Costituzione, in cui è favorita la relazione con il prossimo sotto il costante controllo di educatori professionisti. I risultati ottenuti dalla Comunità in venticinque anni di esperienza (4 per cento di recidiva) dimostrano che è possibile assicurare la giustizia ai cittadini, garantendo la certezza della pena, e rieducare senza sconti i colpevoli di delitti anche gravi, riammettendoli alla fine del percorso detentivo all’interno della società come elementi consapevoli e capaci di comportamento conforme alla legge, dunque senza compromettere la sicurezza collettiva. La Comunità La Collina è un carcere alternativo che ospita detenuti affidati dalle diverse magistrature competenti; è stata fondata nel 1994 da don Ettore Cannavera. Riconosciuta la sua validità pedagogica, nel 2019 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha insignito il fondatore – e per suo tramite i collaboratori, operatori e volontari che si occupano dei detenuti – del titolo di commendatore al merito della Repubblica «per la preziosa opera di sostegno a persone in condizioni di marginalità e in particolare a giovani e minori coinvolti in percorsi di reinserimento sociale».
Recuperando - Per una giustizia ripartiva. E-book. Formato EPUB Massimiliano Compagnone - Booksprint, 2020 -
Il saggio vuol trattare in maniera ampia e articolata il tema della pena e della carcerazione, partendo da ciò che storicamente era considerato “giusto” poter fare contro qualcuno che avesse commesso atti contro il sentire e vivere comune della società, fino ad arrivare ai giorni attuali con la possibilità di poter usufruire di pene alternative alla detenzione. La detenzione ha vissuto varie fasi storiche e ideologiche, che l’hanno vista coincidere in alcuni periodi con la privazione della libertà in attesa della pena che sarebbe stata inflitta di seguito dal “signore” che in quel momento deteneva il potere, fino ad arrivare a oggi che la detenzione è usata come privazione della libertà a uso punitivo. In un contesto che si basa sull’attuare un’istituzionalizzazione totale della persona per arrivare alla depersonalizzazione della stessa, si annida il più delle volte il seme di patologie psichiche e fisiche che niente hanno a che fare con il recupero e la rieducazione del soggetto che dovrebbe essere aiutato a reinserirsi nella società da “uomo nuovo”. Il carcere così diviene, il più delle volte, una vera scuola di malavita dove chi è più avanti “nell’arte criminale” insegna a chi è meno esperto. In un contesto che fonda la detenzione sulla repressione e le fobie, nasce in Brasile il metodo APAC, primo modello di carcerazione che non si avvale delle guardie, ma totalmente gestito dai detenuti in questo contesto chiamati “recuperandi”, il metodo è trasportato in Italia dalla Comunità Papa Giovanni XXIII con il nome di CEC; Comunità Educante con i Carcerati. I metodi si fondano sul principio di base che “l’uomo non è il suo errore” e che “recuperando” aiuta “recuperando” all’educazione vicendevole, così da poter far uscire alla luce quelle parti rimaste nell’ombra di questi uomini e donne in modo che essi non saranno più “pietre scartate dai costruttori”, ma bensì “pietre angolari”.
Misurare l'impatto sociale: SROI e altri metodi per il carcere. E-book. Formato PDF Filippo Giordano - Egea, 2019 -
Qual è l’impatto delle attività volte alla rieducazione e al reinserimento delle persone detenute? Con quali metodi si misura? Quali sono gli indicatori cui si deve far riferimento? Questa pubblicazione cerca di dare una risposta a queste domande con l’obiettivo di stimolare una discussione tra studiosi e operatori sulla necessità di far crescere una cultura della misurazione nel contesto penitenziario a beneficio di una migliore governance di sistema e più efficace gestione dei singoli istituti. Il volume presenta specificità e limiti dell’applicazione in carcere dei diversi metodi di misurazione d’impatto con un focus specifico sull’uso della metodologia SROI (social return on investment) e la sua applicazione a un caso concreto, l’attività teatrale dell’associazione Opera Liquida presso la Casa di Reclusione di Milano Opera. Inoltre viene presentata una review della letteratura internazionale sugli studi relativi agli impatti delle diverse tipologie di attività svolte in carcere per la rieducazione e il reinserimento. L’obiettivo è offrire una guida per avvicinarsi in modo consapevole non solo al tema della valutazione degli interventi ma anche alla loro progettazione e implementazione.