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eBooks con argomento Cia SCIENZE UMANE

EBOOK   9791223232835

La storia segreta della CIA: Le ombre di un nuovo impero. E-book. Formato EPUB Hugh Wilford   -  Giunti, 2025  - 

Un'interpretazione illuminanate e dettagliatissima della storia dell'agenzia di intelligence più potente, nata nel solco dell'idealismo antimperialista ma diventata rapidamente lo strumento di un nuovo impero segreto sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo.Organismo governativo, servizio di spionaggio, custode di segreti fondamentali per gli equilibri geopolitici, artefice di intrighi veri o presunti: la CIA, acronimo di "Central Intelligence Agency", è un'organizzazione che mostra (e spesso nasconde) mille facce diverse. Creata nel 1947 in concomitanza con l'ascesa degli Stati Uniti a potenza mondiale, in un clima di incipiente Guerra fredda con l'Unione Sovietica, in origine si occupa di reperire e processare informazioni nell'ambito della politica estera dei vari Paesi per garantire la sicurezza nazionale e internazionale. Bastano però pochi anni perché venga impiegata in altre operazioni: sostenere i governi filoamericani, rovesciare i leader nazionalisti e sorvegliare i dissidenti in patria – basti pensare al colpo di stato in Iran nel 1953, all'intervento in Guatemala o ai tentativi di assassinare Fidel Castro.Con approccio innovativo e documentato, Hugh Wilford, uno dei massimi esperti di storia della CIA, mette in luce uno dei volti più inquietanti dell'organizzazione, quello che assume le sembianze delle forze imperialiste: individuando differenze e collegamenti tra la storia dell'Agenzia e quella dei servizi di intelligence europei imperiali, lo storico dimostra come la CIA sia stata parte di un quadro più ampio all'interno della storia occidentale e come abbia contribuito alla nascita di un nuovo ordine imperiale nell'ombra, divenendone il principale difensore.

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EBOOK   9788854522534

Il potere del ciarlatano. E-book. Formato EPUB Grete De Francesco   -  Neri Pozza, 2021  - 

«Egli [il ciarlatano] parla con sfacciataggine di ci» che il suo pubblico non conosce, usa senza esitazioni termini tecnici del cui significato non ha neanche lui la più pallida idea; l’ignorante ammira subito l’impostore e si convince di conoscere e di poter fare tutto ciò che non gli è noto». La figura del ciarlatano, di «colui che si vanta di sapere qualcosa che non conosce, di avere capacità che non ha», appartiene a ogni epoca della storia dell’umanità. Persino, come si ricava dalle pagine di questo libro, a quella rischiarata dai lumi, in cui il mito della ragione generò legioni intere di ciarlatani. Tuttavia, se ogni epoca ha i suoi ciarlatani, non in tutte le epoche la ciarlataneria viene usata a fini politici, penetrando nell’ambito proprio del potere e del discorso pubblico, come accadde invece negli anni più bui del secolo scorso. Margarethe Weissenstein De Francesco nacque a Vienna nel 1893 da una famiglia di origine ebraica e morì presumibilmente nel febbraio del 1945 nel campo di concentramento di Ravensbrück. Singolare studiosa, visse alternativamente a Vienna, a Berlino, a Salisburgo, a Parigi e in Italia, dove sposò l’ingegnere di Rovereto Giulio De Francesco. Nel 1930, durante il suo soggiorno berlinese – che durò sino al 1934, il tempo di assistere all’insorgere del terrore nazista – Grete De Francesco ebbe tra le mani la novella di Thomas Mann “Mario e il mago”. Fu una lettura rivelatrice per lei, al punto tale da risultare decisiva nella stesura de Il potere del ciarlatano. Nella figura di Cipolla, il mago, l’illusionista che, nell’opera di Mann, incanta le folle, Grete De Francesco colse non soltanto l’archetipo di tutti i ciarlatani possibili, ma soprattutto il segnale d’allarme, il presentimento della barbarie in agguato, tutto il peso della minaccia, spaventosa e letale, del dittatore che ipnotizza e soggioga le masse. Raccolse così e mise insieme uno sterminato materiale sulla figura del ciarlatano e, nel 1937, pubblicò il suo libro presso l’editore svizzero Schwabe. Mann lo accolse con grande favore, Walter Benjamin ne lodò la rarità del materiale e lo scrupolo con cui era stato raccolto, ma criticò il proposito di rappresentare il ciarlatano come «parente spirituale» dei detentori del potere del tempo. Grete De Francesco ribattè allora con un’osservazione che costituisce un monito irrinunciabile per la nostra epoca e racchiude, insieme, la stringente attualità della sua opera: i ciarlatani non sono i predecessori dei criminali politici poichè non presentano «caratteristiche tipicamente criminali nel loro carattere», tuttavia non vi è criminale politico che non usi «metodi specificamente ciarlataneschi» per raggiungere i suoi obiettivi.

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