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6|5: La Rivolta delle Macchine. E-book. Formato EPUB Alexandre Laumonier - Nero Editions, 2018 -
Se l'economia globale è ormai governata dalla finanza, chi è che materialmente tiene i fili dei mercati di tutto il mondo? Film e romanzi ci hanno abituato alla figura romantica del broker, lo spregiudicato agente in giacca e cravatta protagonista di classici come Wall Street. Ma la realtà è che, ormai da diversi anni, i broker sono il passato; le borse sono state automatizzate, e gli scambi avvengono in una dimensione che fa pensare più alla fantascienza che alle assordanti «fosse» dove tra urla e gesti concitati avvenivano le transazioni di un tempo. I veri protagonisti della finanza di oggi portano nomi misteriosi come Sonar, Razor, Scouter, Tex, Night Vision, Pathfinder, Ninja, e non indossano né completi su misura né si esprimono a gesti e urla. A dire il vero, non sono nemmeno umani: sono algoritmi. Creati agli inizi dell'era informatica, gli algoritmi finanziari hanno ormai raggiunto una tale potenza e velocità che gli stessi umani non sono più in grado di comprenderli. In appena pochi nanosecondi, meno di un battito di ciglia, un algoritmo può determinare successi e fallimenti di intere aziende, proiettando le nostre economie in una sfera a metà tra l'allucinazione e l'incubo. 6|5 è il libro che descrive storia e protagonisti di una vicenda che sembra pescata da un romanzo di Philip Dick e che invece è terribilmente concreta, reale, specie visti gli esiti della crisi del 2008. Un po' thriller finanziario, un po' saggio antropologico, un po' romanzo d'avventura, la lettura del libro di Alexandre Laumonier lascia sgomenti sin dalla prima pagina, quando incontriamo il personaggio protagonista della saga. Perché a parlarci è direttamente lui: un algoritmo di nome Sniper. Unico in grado di penetrare l'assurda realtà in cui sono precipitati i destini dell'economia mondiale. Alexandre Laumonier è un esperto di high frequency trading e intelligenze artificiali. Il suo blog Sniper in Mahwah è tra i siti di riferimento negli studi sui flussi economici attuali.
L'ascesa della finanza internazionale. E-book. Formato EPUB Giuseppe Berta - Feltrinelli Editore, 2013 -
La prima globalizzazione, nella seconda metà dell’Ottocento, fu accompagnata, e in un certo senso guidata, da un’ élite internazionale ristretta e potente, artefice di un nuovo sistema economico. Fu questa élite a disegnare il reticolo di scambi, prestiti e transazioni internazionali della nuova geografia economica del mondo. A propria capitale eresse la più grande metropoli di allora, Londra, sede di due imperi: quello diplomatico-militare vittoriano e quello informale, dai confini mobili, della finanza. I merchant bankers londinesi furono un’aristocrazia atipica, che intrecciava il potere del denaro con quello delle relazioni istituzionali e sociali. I suoi esponenti sedevano nel direttorio della Banca d’Inghilterra come nella Camera dei Lord, ricoprivano incarichi di governo e animavano la mondanità più esclusiva. Avevano soprattutto un’enorme coscienza di sé e della propria funzione, e una grande solidarietà di gruppo e di ceto.In questo libro si racconta l’ascesa di tale élite imperiale, capitalistica e aristocratica insieme, e se ne descrivono il profilo sociale e la cultura operativa. Si parte dalla scoperta della globalizzazione, sulla base di fonti anche letterarie e artistiche, si analizzano poi da una parte la diffusione di speculazione e gioco di Borsa e dall’altra la concentrazione in poche mani di un colossale potere economico e politico. Ciò fu possibile all’élite finanziaria perché, pur professando i principi di un’assoluta libertà economica, il suo liberismo era tutt’altro che espressione delle forze spontanee del mercato. I finanzieri internazionali si erano dati tacite ma stringenti regole comportamentali che delimitavano lo spazio tanto della concorrenza quanto della cooperazione. L’epoca in cui la globalizzazione si delineò non fu affatto un periodo di anarchia economica, bensì di regolazione dell’economia, sebbene su basi rigorosamente privatistiche. E forse è questa la differenza più profonda rispetto alla globalizzazione del nostro tempo, che ha sottratto la dinamica della finanza a ogni regola.