Giustizia eBooks
eBooks con argomento Giustizia Sistemi legislativi
Questione giustizia. E-book. Formato PDF Giovanni Verde - Giappichelli, 2015 -
Questo breve volume raccoglie le riflessioni e le esperienze dell'autore che per oltre mezzo secolo si è occupato dei problemi della giustizia come magistrato, come avvocato, come docente e, per un quadriennio, come vice-Presidente del Consiglio superiore della Magistratura. Nel tormentato momento che vivono le nostre istituzioni, l'autore avverte il rischio che si proceda ad una riforma del nostro sistema di giustizia senza avere ben presenti quali sono le implicazioni, interconnessioni e controindicazioni collegate a qualsiasi scelta e che rendono assai difficile la ricerca della soluzione o delle soluzioni migliori. Ciò spiega perché non abbia inteso rivolgersi ad un ristretto gruppo di addetti ai lavori, ma ad un pubblico possibilmente vasto di lettori, nella convinzione che i problemi della giustizia sono i problemi di tutti. Per conseguire il suo obiettivo l'autore ha fatto ricorso a sintesi e ad approssimazioni, anche se nella cornice di scelte espositive rigorose, utilizzando un linguaggio discorsivo.
Diritto e menzogna: La questione della giustizia in Italia. E-book. Formato EPUB Umberto Vincenti - Donzelli Editore, 2015 -
Scopo di questo libro è avviare finalmente un discorso di verità sull’annosa questione della giustizia nel nostro paese. Il cittadino appare sfiduciato e percepisce come ostile il sistema nel suo complesso. Una legislazione malamente concepita e coordinata che ha finito con il ridurre il diritto a un discorso verboso, a disposizione di interpreti che cercano di forzarlo a vantaggio di interessi di parte. Un’impunità diffusa, agevolata dalle complicazioni processuali e frustrante per il cittadino onesto e osservante. Una formazione professionale difettosa, affidata a università che restituiscono alla società dei tecnici, ma non dei giuristi in grado di percepire i contesti socio-politici da cui le regole scaturiscono e a cui sono destinate. Una magistratura costituzionalmente disegnata più come centro di potere che come potere di servizio, con un tasso di entratura in organi di garanzia eccessivo e sproporzionato. Un’avvocatura a cui la Costituzione ha assegnato la funzione della difesa processuale, ma che non per questo può ritenersi autorizzata ad agire per sviare la retta applicazione della legge. Privati cittadini che usualmente dichiarano il falso per ottenere benefici economici. Così il diritto si fa strumento di alterazione di tutto un contesto storico: può giungere a negare se stesso, divenendo uno strumento di legittimazione di menzogne istituzionali. Ma solo buoni ordinamenti normativi potranno restituirci buone società. Perciò è necessario che si generi, a partire dalle facoltà giuridiche, una robusta opera di riacculturamento. C’è bisogno di operatori più dotti e più eticamente corredati, meno tecnici e meno formalisti: il diritto non può essere un attrezzo per i giochi del potere o una specie di scommessa sul futuro, ma è una promessa istituzionale che va presa sul serio da tutti.
Diritto e menzogna: La questione della giustizia in Italia. E-book. Formato PDF Umberto Vincenti - Donzelli Editore, 2013 -
Scopo di questo libro è avviare finalmente un discorso di verità sull’annosa questione della giustizia nel nostro paese. Il cittadino appare sfiduciato e percepisce come ostile il sistema nel suo complesso. Una legislazione malamente concepita e coordinata che ha finito con il ridurre il diritto a un discorso verboso, a disposizione di interpreti che cercano di forzarlo a vantaggio di interessi di parte. Un’impunità diffusa, agevolata dalle complicazioni processuali e frustrante per il cittadino onesto e osservante. Una formazione professionale difettosa, affidata a università che restituiscono alla società dei tecnici, ma non dei giuristi in grado di percepire i contesti socio-politici da cui le regole scaturiscono e a cui sono destinate. Una magistratura costituzionalmente disegnata più come centro di potere che come potere di servizio, con un tasso di entratura in organi di garanzia eccessivo e sproporzionato. Un’avvocatura a cui la Costituzione ha assegnato la funzione della difesa processuale, ma che non per questo può ritenersi autorizzata ad agire per sviare la retta applicazione della legge. Privati cittadini che usualmente dichiarano il falso per ottenere benefici economici. Così il diritto si fa strumento di alterazione di tutto un contesto storico: può giungere a negare se stesso, divenendo uno strumento di legittimazione di menzogne istituzionali. Ma solo buoni ordinamenti normativi potranno restituirci buone società. Perciò è necessario che si generi, a partire dalle facoltà giuridiche, una robusta opera di riacculturamento. C’è bisogno di operatori più dotti e più eticamente corredati, meno tecnici e meno formalisti: il diritto non può essere un attrezzo per i giochi del potere o una specie di scommessa sul futuro, ma è una promessa istituzionale che va presa sul serio da tutti.