Alimentazione eBooks
eBooks con argomento Alimentazione di Formato Mobipocket Studi culturali (Cultural studies)
Ricordi di cibo, il cibo dei ricordi. E-book. Formato Mobipocket Laura Malaterra - Robin Edizioni, 2015 -
La bambina in cucina con la nonna, la ragazza che vive la sua Torino scandita dalle delizie dei tanti caffè storici, la vita di tutti i giorni spesso accompagnata dalle ricette che la rendevano goduriosa… Il buon cibo può essere la differenza tra esistere e vivere, cucinare con amore può rivelare un sentimento più delle astratte parole. In questo libro troverete tanti scorci di intimità così belli che devono essere condivisi, troverete le serene introspezioni che legano fatti e sensazioni insieme a tante semplici ricette di cibi e di modi di vita passati ma sempre attuali. Entrerete nel mondo di Laura, dove una frase sa diventare una musica avvolgente, dove i punti e le virgole non sono più necessari perché il ritmo è battuto dal suono delle parole, le parole si inseguono e si aspettano, si scompongono in sillabe e lettere, proseguono per una riga o per tutta la pagina, si portano dietro il loro suono e la loro storia, arrivandoti dritte all’anima. Il cibo se lo sappiamo coccolare è ben più di un alimento, accompagna la vita e pervade i nostri sensi e così ad ogni pagina Laura ci fa venire l’acquolina in bocca descrivendo immagini odorose di cibi colorati dal sapore dei ricordi.
Dipendenza da cibo. Comprendere le origini dei disturbi alimentari a partire dalla biologia dell’Appetito. E-book. Formato Mobipocket Matteo Pacini - Caravaggio Editore, 2013 -
Del cibo abbiamo bisogno, e sicuramente in tal senso ne dipendiamo. Tuttavia, non è questo che rovina il rapporto con esso, ma piuttosto un infelice incontro tra l’appetito e il significato estetico e di successo legato al peso e alla forma fisica. In tutto il mondo milioni di persone sottopongono l’appetito ad un maltrattamento continuo, e pretendono che si calmi e se ne ritorni da dove è venuto. Parallelamente, il peso medio nei paesi ricchi aumenta anziché diminuire, e l’appetito diventa sempre più arrabbiato e sempre più associato ad un umore agitato e insoddisfatto. Mangiare male, ancora prima che un problema di scelta degli alimenti e dei ritmi, sta nel non conoscere quali sono le funzioni che regolano il comportamento alimentare. È necessario sapere che c’è la fame e c’è l’appetito, e che non sono la stessa cosa. La dieta dialoga con la fame, ma è l’appetito che risponde, e i conti non torneranno mai in questo modo. Non tornano sulla bilancia, così come nella capacità di imparare a controllarsi. Mangiar male significa diventare dipendenti da un piacere che tutto dovrebbe fare fuorché togliere felicità. Questo libro è un tentativo di riunire una serie di semplici conoscenze sui meccanismi della fame e dell’appetito e su come possono impazzire nei disturbi del comportamento alimentare, fino a trasformare un elemento scontato e piacevole, in una schiavitù angosciante. Non ci aiutano i nostri geni, che sono soltanto capaci di farci mangiare di più, e di farci immagazzinare di più quel che mangiamo, e neanche il nostro istinto, che cresce sia quando è stimolato, che quando è bacchettato. Men che meno ci aiuta una cultura che ci chiede ciò che è biologicamente impossibile, cioè di tenere a freno gli istinti, inondandoci poi di tentazioni e di abbondanza. La maggior parte delle soluzioni risolvono ciò che possono risolvere, che è solo la punta dell’iceberg di un problema cerebrale, prima che dello stomaco. Se ti rispecchi in una o più delle seguenti situazioni, potresti avere un rapporto alterato col cibo: Mangiare più velocemente del normale, con il risultato di gustare di meno il cibo; Mangiare anche quando ci si sente pieni; Mangiare senza avere più la capacità di distinguere tra fame e sazietà (mangiare senza fame); Compiacersi nell'immaginarsi mentre si consuma cibo e pensare, mentre si compiono altre attività, a quando si andrà "finalmente" a mangiare; Accorgersi che le proprie spese per il cibo, e anche il tempo dedicato al mangiare, stanno aumentando in maniera imbarazzante; Mangiare in maniera solitaria, con la tendenza a mangiare di meno quando si è con gli altri; Si desidera il cibo in maniera continua e intensa, ma di fatto la gratificazione durante il pasto non è soddisfacente; In alcuni momenti si può stabilire un cortocircuito mentale con l'idea che l'unico modo di sfuggire a questa "ossessione" per il cibo sia quello di mangiare abbastanza e in piena libertà. Dott. Matteo Pacini, Medico Chirurgo. Specialista in Psichiatria. Il Dr. Pacini svolge dal 1998 attività clinica e di ricerca nell’ambito della tossicodipendenza, con particolare riguardo alla dipendenza da alcol, eroina e cocaina, e alla doppia diagnosi psichiatrica. È autore di numerose pubblicazioni di ricerca e revisione della letteratura sul tema dell'uso di sostanze, delle dipendenze e dei disturbi psichiatrici associati.