Estetica eBooks
eBooks con argomento Estetica di Formato Pdf ARTI
Architetture del bianco: Viaggio teorico-creativo attorno alle lingue del bianco. E-book. Formato PDF Vittoria Biasi - Gangemi Editore, 2016 -
Bianco è il primo sguardo sul mondo da cui deriva il procedimento di percezione e costruzione del circostante. Il bianco, come scrivono Castoldi e Hillman, è all'origine delle religioni, dell'arte, del linguaggio e rappresenta l'incontro primo tra il sensibile e il visibile. Architetture del bianco è un viaggio teorico-creativo attorno alle lingue del bianco, ripercorrendo, nei primi capitoli, alcune importanti rappresentazioni tra arte e scrittura, ricerca della linfa primaria, mitologica da cui le espressività hanno mosso i loro segni. Il libro rilegge importanti percorsi creativi spinti nelle trame del bianco e della sua luce, e il contagio linguistico, che con il suo coinvolgimento ha determinato un itinerario consegnato in differenti ambiti espressivi al nuovo millennio. Il niveo colore e la ricerca monocroma connotano l'originalità dell'arte del Novecento. Sul finire degli anni '50 un fremito attraversa l'Europa e le culture d'oltreoceano, accendendo luci monocrome lungo una linea immaginaria, bianca, di confine tra i linguaggi del secolo. Le esposizioni monocrome, che coincidono con rivendicazioni sociali, linguistiche, annunciano la reviviscenza dello spirito avanguardistico. Gli artisti che segnano questa storia cercano l'antica simbiosi tra le realtà dell'invisibile, seguendo le tracce di Malevic?, Manzoni, Castellani, Savelli, Scarpa, Fontana. Lo studio traccia un panorama, anche internazionale, di artisti noti e meno noti, che con storicità differenti, secondo un andare frattalico, un intimo affanno hanno conquistato un'idea di bianco e di luce, quale linguaggio estremo della propria ricerca. Le derive del bianco si aprono e si concludono con il riferimento al viaggio è all'ultimo sogno bianco, silenzioso di Pippa Bacca, non più corpo, ma opera d'arte. VITTORIA BIASI, critica e storica dell'arte contemporanea, è docente di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze. Dopo il corso laurea in studi umanistici, si interessa alle teorie del bianco frequentando per un anno l'École de Haute Étude a Parigi con Hubert Damish. Vicina ad artisti interpreti della monocromia bianca, si dedica alla critica teorica realizzando eventi, mostre nazionali e internazionali con particolare attenzione agli scenari culturali dell'oriente.
La conoscenza accidentale. Apparizione e sparizione delle immagini. E-book. Formato PDF Georges Didi-Huberman - Bollati Boringhieri, 2011 -
Alla strada maestra del metodo, si sa, convengono ordine, precisione e principi distintivi. Ma producono conoscenza, e non di rango inferiore, anche gli sviamenti, gli attimi di pura fascinazione per ciò che non stavamo cercando e che ci viene incontro con la felice impertinenza della casualità, interpellandoci come un enigma esigente. Georges Didi-Huberman sperimenta in ogni suo saggio quanto sia proficuo inoltrarsi nei sentieri laterali, indugiare sulle irregolarità, prestare attenzione agli scarti. Il suo modo di studiare le immagini non potrebbe essere più lontano da una storia dell'arte che si concentra perlopiù su capolavori, supreme espressioni di personalità d'eccezione a cui si piegano forme e tecniche. Se gli oggetti che predilige Didi-Huberman sono accidentali e spuri, questo libro vuole saldare il debito con la loro generosità di cose apparenti, minime, e tuttavia insostituibili nel chiamare in causa interi mondi. Hanno l'aspetto di ramoscello e di foglia secca degli insetti-stecco, esseri senza capo né coda che sfidano lo stesso mimetismo. O ritornano, alla maniera dei fantasmi, grazie all'arte d'occasione di un mercato popolare, dove è in vendita un pezzo da presepe incredibilmente simile a un ex voto etrusco di ventitré secoli fa. O trapelano dal particolare informe di un dipinto, i fili rossi che scendono a rivolo nella Merlettaia di Vermeer. O capovolgono il rapporto luce/tenebre, come avviene nel sarcofago romano di Leida, scolpito all'interno per far sentire a casa la donna morta a cui fu destinato. Non è il gusto del dettaglio - quasi indistinguibile dal feticcio - a ispirare l'accostamento di questi oggetti a prima vista eterogenei, bensì la consapevolezza che la forza del visibile vive di apparizioni e di evanescenze, di affioramenti e di sparizioni. Un pensiero all'altezza delle immagini deve avere la modestia di adattarsi al loro regime incostante. Forse solo così ritroverà la pregnanza che inseguiva.
Scritti sospesi: Visioni estatiche. E-book. Formato PDF Fulvio Salvadori - Lindau, 2020 -
Le pagine di questi Scritti sospesi ci invitano alla scoperta di una nuova nascita che prende le mosse dal compimento della Fontana della giovinezza di Lucas Cranach il Vecchio da parte del figlio, in una città tedesca nel 1546. Proprio a partire dai quesiti posti dall’immersione nella vasca, dove a essere rigenerate sembrano solo le donne, siamo presi per mano e condotti in un viaggio fra iconografie, mitologie e simbologie che attraversano – a volte in superficie, a volte nella dimensione carsica della coscienza – territori che vanno dalla Russia delle icone di Rublëv all’India dove Krisna discute con Arjuna sulla necessità di conquistare ciò che solitamente noi umani consideriamo estraneo e nemico e che altri non è se non quella parte che col suo resistere ci impedisce la rinascita. Un viaggio «eroico», per dirla alla Campbell, che attraverso ricostruzioni di senso ci suggerisce letture rinnovate di temi fondamentali della nostra cultura e del nostro tempo. La fontana della giovinezza di Cranach si trasforma così in un bagno di trasformazione alchemica, di immersione generativa capace di portarci a considerare l’umano senso di mancanza quale motore forte per risalire quella scala che, spezzata da un approccio incauto col divino, noi possiamo riparare grazie a un gesto rituale di simbolica resa del toro bianco. E mentre molte immagini svaniscono alla luce del sole e le parole stanno sospese, la nostra più intima essenza attende quieta un sacrum facere che riconduca all’unità.