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Il mito dell'eterno ritorno: Archetipi e ripetizioni. E-book. Formato PDF Mircea Eliade - Lindau, 2018 -
Il mito dell’eterno ritorno è il frutto di uno studio che Eliade aveva compiuto sull’uomo delle società arcaiche, o «tradizionali», sia quelle che vengono comunemente definite «primitive», sia quelle che espressero le antiche culture dell’Asia, dell’Europa e dell’America. Concentrandosi sulla concezione che l’uomo aveva di sé stesso e del posto che occupava nel cosmo, ne mostra la sostanziale differenza rispetto a quella moderna, fortemente influenzata dal giudeo-cristianesimo. Nelle società arcaiche l’uomo era solidale con il cosmo e i suoi ritmi e aveva una concezione circolare del tempo. Attraverso il mito dell’eterno ritorno e le cerimonie e i riti che ripetono e riattualizzano gli avvenimenti dell’inizio del tempo, le civiltà tradizionali rigeneravano simbolicamente il cosmo e la società. Con questo saggio, che considerava «come il più significativo» dei suoi libri, raccomandando di leggerlo prima di tutti gli altri, il grande storico delle religioni propone quella che riteneva un’introduzione a una filosofia della storia. Dopo aver illustrato il modo in cui l’uomo tradizionale riusciva a «sopportare» la storia, Eliade affronta il problema degli storicismi attuali e fornisce all’uomo una guida rispetto a una questione che considera essenziale, l’individuazione di ciò che «permette anche all’uomo moderno di sopportare la pressione sempre più potente della storia contemporanea».
Autorità spirituale e potere temporale nella teoria indiana del governo. E-book. Formato PDF Ananda K. Coomaraswamy - Edizioni Mediterranee, 2020 -
Mentre gli interessi di Coomaraswamy per le arti e per l’universo religioso e sapienziale hanno riscosso interesse e spesso plauso, il tema di questo saggio ha invece suscitato forti riserve e ha portato molti studiosi a marginalizzare, trascurare e anche occultare volutamente i suoi studi sulla “dottrina politica tradizionale”, che apparivano scandalosi e inaccettabili. La tesi espressa dallo studioso anglo-indiano in questo scritto, arricchito dai sapienti apparati critici di Giovanni Monastra, è che il Potere temporale debba sottostare all’Autorità spirituale, depositaria dei “principi” che, in condizioni normali, dovrebbero ispirare il potere politico-amministrativo. Coomaraswamy criticava il moderno “dogma” democratico (ma non la democrazia come principio di realistico autogoverno, specie a livello locale), l’egualitarismo, l’individualismo, la desacralizzazione della società. Sosteneva sia il fondamento trascendente dell’autorità di governo, che solo così poteva essere legittima, sia il sistema delle caste, basato sull’eredità e sulla vocazione, il quale, a suo parere, se ben inteso e correttamente applicato, risulterebbe valido anche ai nostri giorni, sia pure con alcuni aggiustamenti dovuti all’epoca in cui viviamo. Le sue affermazioni ledevano la sensibilità e la suscettibilità dei suoi contemporanei, che perciò scelsero di ignorare, per quanto possibile, testi, come questo, dove affrontava in profondità il tema scabroso dell’organizzazione politico-sociale.