Le Terre eBooks
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Storia e futuro dell’ordine mondiale: Perche´ la civilta` globale sopravvivra` al declino dell’Occidente. E-book. Formato EPUB Amitav Acharya - Fazi Editore, 2026 -
Dall’alba del XXI secolo l’Occidente appare in declino. Guerre, crisi economiche ricorrenti, instabilità politica e l’ascesa di nuove grandi potenze – in particolare la Cina, accanto ad altri attori sempre più assertivi – mettono in discussione l’ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il caos globale. Ma è un’illusione ritenere che l’Occidente detenga il monopolio dell’architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le nazioni. Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya – tra i più autorevoli studiosi di relazioni internazionali – mostra che un ordine mondiale esisteva ben prima dell’ascesa occidentale. Dall’antica Sumer e dall’Egitto all’India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, passando per i califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l’Africa, emergono valori umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati affermatisi in diverse aree del pianeta. La storia rivela che l’ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l’Occidente arretra, l’ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in cui il “Resto” del mondo abbia maggiore voce e responsabilità. Invece di cedere alla paura, Acharya invita l’Occidente a imparare dal passato e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di affrontare sfide comuni – guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze – senza ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi. Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, Storia e futuro dell’ordine mondiale offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il presente e orientarsi nel mondo che viene. «L’ordine mondiale non è monopolio dell’Occidente, ma opera condivisa di più civiltà nell’arco della storia. [...] La storia sta ora avanzando in una direzione del tutto nuova: post-occidentale, multiciviltà e geopoliticamente plurale».Amitav Acharya «Un libro dalla trama ricchissima, che fa da ponte tra le civiltà antiche e i dibattiti contemporanei. Una guida essenziale al mondo post-occidentale». Parag Khanna «La splendida, lucidissima ricerca di Acharya costituisce un prezioso viatico per chiunque intenda fondare su una forte autocoscienza la consapevolezza della progressiva complementarità e della parentela profonda fra tutte le civiltà che si sono avvicendate nella plurimillenaria presenza del genere umano sul nostro pianeta».dalla prefazione di Franco Cardini «Acharya racconta magistralmente il vecchio e il nuovo mondo, e come s’incontreranno. Per uno sguardo autentico sul futuro verso cui l’umanità si sta dirigendo, leggete attentamente questo libro. Vi stupirà, vi entusiasmerà e vi infonderà grande speranza per il futuro».Kishore Mahbubani «Acharya sottopone a un attento esame, da una prospettiva decoloniale, i presupposti della disciplina coloniale per antonomasia, quella delle relazioni internazionali. Un libro che dovrebbe servire d’esempio a molte altre discipline accademiche fondate su analoghe premesse colonialiste».Amitav Ghosh
Perché l’Occidente odia la Russia. E-book. Formato EPUB Ritz Hauke - Fazi Editore, 2026 -
Perché l’Occidente teme e odia così tanto la Russia? Il filosofo tedesco Hauke Ritz parte da questa domanda cruciale per sviluppare un’acuta analisi del rapporto conflittuale tra l’Occidente – inteso come entità politico-militare dominata dagli USA – e la Russia. Con uno sguardo multidisciplinare che intreccia storia, filosofia e geopolitica, Ritz ricostruisce le radici culturali e ideologiche di questo antagonismo secolare, denunciando l’impoverimento dell’Europa, ridotta a periferia strategica degli Stati Uniti. Dopo la fine della guerra fredda, il continente europeo ha infatti mancato l’occasione storica per emanciparsi, abbracciando invece l’egemonia unipolare americana e l’ostilità verso la Federazione Russa. Secondo l’autore, tale atteggiamento deriva dall’alterità irriducibile del mondo russo rispetto all’identità occidentale, oltre che dal trauma che la Rivoluzione d’ottobre e l’Unione Sovietica hanno rappresentato per le classi dirigenti euro-atlantiche. Un capitolo centrale è dedicato alla “guerra fredda culturale”, condotta dagli Stati Uniti per orientare idee e valori in Europa: un intervento sistematico che ha contribuito a plasmare l’identità europea contemporanea e a consolidarne la dipendenza da Washington. Ritz paragona la situazione attuale al conflitto Roma-Cartagine: l’Occidente non tollera la sopravvivenza di una civiltà concorrente. Mosca, vista non come partner ma come nemico esistenziale, diventa lo specchio rimosso della civiltà europea. Ne deriva una crisi profonda: culturale, geopolitica e civile. Contro questa deriva, l’autore immagina una rinascita: un’Europa capace di recuperare la propria identità storica e culturale, sottraendosi alla dipendenza dagli Stati Uniti, superando la lunga “guerra civile europea” iniziata nel 1914 e tornando a una relazione costruttiva e pacifica con la Russia. Solo così, sostiene Ritz, sarà possibile invertire il declino e riconquistare una piena sovranità politica ed economica. «Un libro che disintossica dalla cieca russofobia che ci porta al disastro. E auspica tutt’altra Europa, con l’ottimismo della volontà».Luciano Canfora«Ritz ha fatto ciò che pochi pensatori occidentali osano fare: rintracciare le vere radici dell’irrazionale ostilità dell’Occidente nei confronti della Russia, ovvero la crisi spirituale e storica dell’Europa e la sua colonizzazione – non solo economica e politica, ma soprattutto culturale e psicologica – da parte degli Stati Uniti».Emmanuel Todd«Grazie al bellissimo libro di Ritz, sappiamo che l’Occidente provoca Mosca sin da quando ha allargato la NATO a Est, e che la russofobia acceca i soliti sospetti d’Europa».Barbara Spinelli«Con una scrittura scorrevole e con argomentazioni di largo respiro il libro di Ritz offre solidi argomenti culturali, storici e politici perché la discussione sui rapporti tra Europa, USA e Russia si svolga finalmente su basi scientifiche e documentate».Carlo Galli«Ritz ci porta a riflettere su un processo in corso da tempo, ma che oggi ci spaventa più che mai perché lo sentiamo vicino: la fine della cosiddetta civiltà europea e il nichilismo guerrafondaio che ne consegue».Fabio Mini
Il movimento del mondo: Le forze che ci stanno sradicando e plasmeranno il destino dell'umanità. E-book. Formato EPUB Parag Khanna - Fazi Editore, 2021 -
Un’analisi illuminante delle potenti forze globali che porteranno miliardi di persone a migrare nel corso dei prossimi trent’anni, inaugurando un’era di cambiamenti radicali.Da quando gli esseri umani hanno cominciato a colonizzare i continenti, 60.000 anni fa, la mobilità è sempre stata una caratteristica della civiltà umana, nella costante ricerca di risorse e stabilità. La Storia è ricca di eventi globali sismici: pandemie e pestilenze, guerre e genocidi. Ogni volta, dopo una grande catastrofe, il nostro istinto ci spinge a muoverci in cerca di sicurezza fisica. La mappa dell’umanità non è stabile, né ora né mai. Di fronte a un clima sempre più imprevedibile, all’arrivo di nuove pandemie e a un’economia altalenante, quali saranno le aree da cui le persone fuggiranno e verso quali aree migreranno? Quali paesi le accetteranno e quali no? Quale sarà la mappa futura della geografia umana che tracceranno i miliardi di persone in vita oggi e i miliardi in arrivo?In questo libro autorevole e chiarificatore, il consulente di strategia globale Parag Khanna risponde a queste e ad altre domande sulla civiltà del futuro. Mostrando come le prime due rivoluzioni dell’umanità – quella agricola e quella industriale – ci abbiano condotto sulla soglia della terza rivoluzione: quella della mobilità e della sostenibilità. La sfida che abbiamo di fronte è quella di spostare le persone nei luoghi in cui si trovano le risorse e le tecnologie nei luoghi in cui le persone ne hanno bisogno. Alla radice di questa accelerazione della mobilità vi sono cinque fattori in particolare: gli squilibri demografici; la dislocazione economica; gli sconvolgimenti tecnologici; le crisi politiche e il cambiamento climatico.Il movimento del mondo è un’analisi affascinante sul futuro delle migrazioni: un testo che mette in luce tendenze profonde che plasmeranno l’economia e la società di domani, ma che soprattutto ci permette di identificare la nostra posizione sulla mappa in continua evoluzione dell’umanità.Dove vivrai nel 2030?Dove si stabiliranno i tuoi figli nel 2040?Come sarà la mappa dell’umanità nel 2050?Il coronavirus ha imposto il lockdown più severo della Storia, congelando completamente la migrazione internazionale. Eppure tutte le forze che costringono le persone a sradicarsi stanno accelerando: carenza di manodopera, sconvolgimenti politici, crisi economiche, evoluzioni tecnologiche e cambiamenti climatici.