Pace eBooks
eBooks con argomento Pace di Formato Epub Scienza e teoria politica
Un mondo senza guerre: L’idea di pace dalle promesse del passato alle tragedie del presente. E-book. Formato EPUB Domenico Losurdo - Carocci Editore S.P.A., 2017 -
Nel 1989, la realizzazione di un mondo senza guerre sembrava a portata di mano; oggi, oltre al terrorismo e ai conflitti locali, torna a incombere il pericolo di una terza guerra mondiale. Come spiegare tale parabola? Losurdo traccia una storia inedita e coinvolgente dell’idea di pace dalla rivoluzione francese ai giorni nostri. Da questo racconto, di cui sono protagonisti i grandi intellettuali (Kant, Fichte, Hegel, Constant, Comte, Spencer, Marx, Popper ecc.) e importanti uomini di Stato (Washington, Robespierre, Napoleone, Wilson, Lenin, Bush sr. ecc.), emergono i problemi drammatici del nostro tempo: è possibile edificare un mondo senza guerre? Occorre affidarsi alla non violenza? Qual è il ruolo delle donne? La democrazia è una reale garanzia di pace o può essa stessa trasformarsi in ideologia della guerra? Riflettere sulle promesse, le delusioni, i colpi di scena della storia dell’idea di pace perpetua è essenziale non solo per comprendere il passato ma anche per ridare slancio alla lotta contro i crescenti pericoli di guerra.
Le conseguenze economiche della pace. E-book. Formato EPUB John Maynard Keynes - Adelphi, 2016 -
«Anche in queste ultime, angosciose settimane ho continuato a sperare che trovaste un modo qualunque per fare del trattato un documento giusto e realistico. Ma ora è troppo tardi, evidentemente. La battaglia è perduta». Il 7 giugno del 1919, con queste parole, John Maynard Keynes comunica a Lloyd George le proprie dimissioni dall’incarico di rappresentante del Tesoro alla Conferenza di Versailles. Poco dopo parte alla volta di Charleston, nel Sussex, apparentemente per un periodo di vacanza, in realtà per scrivere, in due mesi scarsi, un libro destinato ad avere vaste conseguenze: questo. Keynes non aveva mai sottoscritto la convinzione dei vincitori di avere combattuto, secondo la celebre formula di Wilson, la «guerra che avrebbe posto fine a ogni guerra»; e si era opposto invano alla miopia di Clemenceau, Lloyd George e dello stesso Wilson, distanti in tutto, ma concordi nel ridurre i problemi del dopoguerra a un mero fatto di «frontiere e sovranità». Prima ancora, era certo che le durissime riparazioni imposte alla Germania avrebbero portato il continente, nel giro di due o tre decenni, a un secondo conflitto – e, come scriveva alla madre già in una lettera del 1917, alla «scomparsa dell’ordine sociale come lo abbiamo fin qui conosciuto». Se a distanza di nove decenni gran parte di tali questioni – la legittimità delle sanzioni imposte ai vinti, e più in generale l’amministrazione di qualsiasi dopoguerra – sono ancora all’ordine del giorno, si capirà immediatamente l’immensa fortuna del libro, e anche l’immenso scandalo che ha suscitato. Tali reazioni assunsero una forma tangibile, e molto lusinghiera per il suo autore: 140.000 copie vendute nella sola Inghilterra e undici traduzioni all’estero, più la soddisfazione di avere inventato un titolo fin da subito proverbiale, come dimostrano le sue continue riprese, da quella della sua più celebre stroncatura in forma di volume ("Le conseguenze economiche di Keynes", a firma di Étienne Mantoux) a quella voluta dallo stesso Keynes per un suo pamphlet del 1940: "Le conseguenze economiche di Churchill". Fra le due guerre il testo, ancora enormemente popolare, fu accusato di essere vuoi un manifesto cifrato del revanscismo hitleriano, vuoi una delle radici occulte dell’inspiegabile appeasement occidentale. Accuse insensate, per quella che voleva essere solo la denuncia di una concatenazione di scelte suicide, ma che trasformarono il libro in una sorta di leggenda. Ancora viva oggi, grazie a uno stile che suona come l’ultima apparizione di una prosa perduta, capace di condensare in poche pagine cinque decenni della storia di un continente, e in poche righe tratti, manierismi e abiti mentali di personaggi che se non esistessero in questa galleria di ritratti sarebbero ormai, come tanti altri prima e dopo di loro, puri nomi.