Partito Democratico eBooks
eBooks con argomento Partito Democratico di Formato Epub Partiti politici
PD Davvero. E-book. Formato EPUB Piero Fassino - La Nave Di Teseo, 2018 -
Dieci anni dopo la fondazione del Partito Democratico, il 14 ottobre 2007, l’Europa, l’Italia sono cambiate radicalmente. Dieci anni fa Obama lanciava la sua candidatura alla guida degli Stati Uniti in un clima di speranza, oggi il mondo osserva con inquietudine le politiche di Trump. Dieci anni fa iniziava la più lunga crisi economica conosciuta dal dopoguerra. Dieci anni nei quali l’Italia ha visto succedersi governi guidati da Prodi, Berlusconi, Letta, Renzi e Gentiloni. Allora “populismo” era vocabolo per esperti, oggi è fenomeno che raccoglie vasto consenso, mettendo in tensione cittadini e istituzioni. Per un secolo, il Novecento, la sinistra ha affermato i suoi valori grazie a quattro parole – sviluppo, lavoro, protezione sociale, democrazia – che oggi appaiono lesionate. Di fronte a tutto questo, cosa deve fare una sinistra che non si rassegni a una condizione di minorità? Una riflessione necessaria dopo lo tsunami elettorale del 4 marzo 2018, condotta da chi il Pd ha contribuito a fondarlo, ne ha vissuto in prima persona ogni passaggio ed è tuttora impegnato sul fronte del rinnovamento della sinistra italiana ed europea.
Partito digitale: Il PD che viene dal futuro. E-book. Formato EPUB Aa. Vv. - Mimesis Edizioni, 2012 -
I computer, i telefonini e le loro retihanno trasformato lo scenario medialenel quale si fa politica. Questi nuovi mezzi di comunicazione hanno cambiatoil rapporto tra i politici e i loro elettori.Hanno cambiato le modalità dellaloro relazione reciproca e della lorocomunicazione. Come il Partito Democratico deve comunicare al tempo del web 2.0?Inoltre, il web è stato al centro di molte campagne elettorali (Dean e Obama)e protagonista in molte mobilitazioni(dalle banlieues parigine all’onda verdeiraniana, dalle rivolte della primaveraaraba alle piazze degli indignados) offrendo piattaforme organizzative utili ad agire in una mixed reality, una realtà di mezzo tra spazio dei luoghi e spazio dei flussi.Dopo tante discussioni sul partitoliquido, come il Partito Democraticopuò riorganizzarsi avvalendosidel contributo dei nuovi media?L’attenzione ai nuovi media, alla lorosostanza e alla loro forma, però noncomporta solo un cambiamento dei mezzie degli stili di comunicazione adottati dai partiti e dai politici. Né basta cogliere il loro contributo di tipo organizzativo. Fermarsi solo a questi cambiamenti significa non andare al di là di un mero approccio strumentale. Invece, comprenderne le dinamiche e la filosofia può significare un ripensamento complessivo dellapolitica e dei partiti. Questo perchéattraverso la vita online si esprimonosoggettività e bisogni di cui sinorala politica istituzionale non si è fatta carico.Può il Partito Democratico ripartire daqueste nuove soggettività e nuovi bisogni?
Partito democratico. Il partito che vorrei tra l'aspettativa e la sfida. E-book. Formato EPUB Giuseppe Rinaldi - Booksprint, 2012 -
Dalla mia breve biografia si evince che ad un certo punto della mia vita, intorno ai 43 anni di età ho iniziato ad interessarmi di politica partecipando attivamente al sostegno di una causa connotata in un area politica di centro sinistra. In realtà il mio interesse per la politica, o comunque di ciò che attiene all’esistenza umana nelle sue forme politiche organizzate, mi appartiene fin dall’adolescenza, tanto da determinarne una vera e propria passione. Diciamo però subito che questa passione l’ho esercitata sempre e solo intellettualmente e non attivamente almeno fino al 1995, tant’è che addirittura fino al 2007/2008, anno di nascita del partito Democratico a cui da allora sono iscritto, non sono mai stato tesserato ad alcun partito. Ovviamente ciò non vuol dire che fino ad allora non “appartenevo” a nessun partito o schieramento politico che esercitava le proprie politiche nel nostro Paese, perché chiaramente mi esprimevo, esternavo e appoggiavo di volta in volta chi più sentivo di rappresentare i valori e i principi che meglio rispondevano al mio pensiero. Valori e principi i cui rifermenti sono da sempre collocati nell’area di sinistra, un area vasta che però comprende, per gli stessi valori e principi, istanze che vanno dalle posizioni più radicali e ortodosse a quelle più moderate e moderne, oggi genericamente definite riformiste. Dico subito che non sono mai stato attratto dalle posizioni radicali e ortodosse, anche perché ispirate a modelli che hanno determinato il fallimento delle società che l’hanno perseguite, benché in alcune occasioni, in Italia sono state preferibili a chi usava gli stessi principi e gli stessi valori per opportunismi personali e di parte politica finalizzata al puro esercizio del potere. Quando nel 1995, nacque l’idea di far nascere un movimento che voleva riunire sotto un unico cartello politico le aspirazioni ideali dell’intera area della sinistra, convertendole e sintetizzandole in un pacchetto di interventi e riforme che puntavano a modernizzare il Paese coniugando i valori e i principi della sinistra con le regole di un capitalismo affermato e vincente nel mondo, me ne sentii attratto e coinvolto a tal punto da partecipare attivamente a quella esperienza. Ovvero, io che da anni non riuscivo a trovare una identificazione politica univoca e stabile, per la prima volta vedevo ricomprendere le mie aspirazioni ideali in un soggetto politico nuovo e moderno che superava gli . . . . . . steccati degli innumerevoli particolarismi che infestavano le diverse anime della sinistra partitica e che di fatto rappresentava l’embrione di un futuro Partito Democratico così come era nelle attese di molti cittadini che come me cercavano una identificazione politica definitiva che riuscisse ad affrontare le complessità dell’epoca che viviamo con soluzioni ispirate ai principi e ai valori della sinistra. Dire che tali aspettative sono fino ad oggi andate deluse è il minimo che si possa sostenere e non credo che ciò riguardi solo la mia persona. Il fatto è che sia quando siamo stati al governo che quando siamo stati all’opposizione, non siamo mai riusciti a connotare la nostra politica ad una identità di interventi, comportamenti e riforme attinenti alle nostre aspirazioni ideali, spesso abbiamo dato l’idea di essere e voler fare le stesse cose dei nostri avversari politici di destra, come se non ci fossero differenze di contenuto e di finalità tra destra e sinistra. E’ vero le complessità in gioco sono enormi, il nostro Paese è ormai al collasso economico e sociale, gli interventi richiesti sono drastici e presuppongono interventi pesanti a carico dei cittadini, ma non c’è scampo un partito come il nostro deve assumersi le responsabilità di dire e fare quello che serve, facendo però capire ai cittadini che noi abbiamo una visione di prospettiva che porterà a normalizzare e far crescere il nostro Paese sul piano del benessere economico sociale e civile in modo equo e solidale. Ecco perché mi aspetto che finalmente il mio partito parli chiaramente ai cittadini rivolgendosi a loro in modo strutturato e concreto, non per spot e con proposte di riforme disarticolate e confuse come ha fatto fino ad oggi ma con un progetto rappresentato in un vero e proprio Manifesto Politico dove si affrontano gli argomenti che prioritariamente toccano l’esistenza dei cittadini e con le ricette che noi proponiamo per la loro soluzione, soluzioni che devono rispondere ai principi e ai valori di riferimento della sinistra. Il contenuto del libro non è altro che una traccia di tale Manifesto Politico così come sarebbe nelle mie aspettative che fosse affrontato dal PD, ma è anche una sfida per stanare il partito a esprimersi con chiarezza sugli argomenti trattati, qualora ovviamente e ragionevolmente non si trovasse d’accordo con le analisi e le soluzioni da me proposte.