Pomezia eBooks
eBooks con argomento Pomezia di Formato Epub ARTI
Pomezia, uno sguardo odierno. E-book. Formato EPUB Aa. Vv. - Gangemi Editore, 2016 -
[…]Pomezia fu inaugurata in pieno autunno, il 29 ottobre del 1939 e le rivelazioni metafisiche di De Chirico si situano in genere proprio in autunno, quando incombe presto la sera e le mura diventano baluardi che difendono dall'assurdo, dalla mancanza di senso, città o paesi che recintano la storia, la filosofia, il tempo, la razionalità, tutto ciò a cui possiamo aggrapparci nello smarrimento. Anche le città nuove, con le loro mura perimetrali, suggeriscono una barriera, un recinto, una difesa dalla vertigine del non-senso, sono chiuse, fortificate, hanno un centro che suggerisce incontro, condivisione, partecipazione. Culminano con torri e campanili che celebrano l'emergenza della politica e del sacro, una predominanza che si vanta di poggiare sui secoli passati del nostro Paese, non solo la romanità ma soprattutto il medioevo. La piazza di Pomezia, vero fulcro della cittadina, ancora oggi punto di ritrovo della sua popolazione, guarda ai comuni italiani del Duecento e Trecento, ai loro arengari, alle loro torri, pescando particolari da un immaginario, sconfinato repertorio della storia dell'architettura nazionale, coniugati poi nel lessico novecentesco. Manca alle "città nuove" pontine quel particolare e tangibile sentore fatto di isolamento e arcaismo che pervade i borghi rurali dell'incompiuta bonifica del Tavoliere e della Sicilia, qui la rarefazione è creata dai segni, non dal reale posizionamento nei silenzi incontaminati della campagna secolarmente schiava del latifondo come nel profondo meridione. Anche prima del boom economico degli anni Sessanta le città pontine guardano ad un compendio di attività e collegamenti moderni, ad una concezione dello spazio figlia del XX secolo, seppure dietro i voluti anacronismi e le citazioni
Alberto Timossi. Accento in rosso: Opere. E-book. Formato EPUB Aa. Vv. - Gangemi Editore, 2015 -
Alberto Timossi ha concepito per Pomezia un intervento di forte impatto visivo, immaginando di far attraversare la Torre Civica da tubi di uso industriale di colore rosso, che vanno a formare una diagonale dinamica, sorprendente, vagamente ispirata alle forme futuriste. In questa occasione, la musica di Simone Pappalardo ha un rilievo fondamentale nel progetto di Timossi per Pomezia: essa, infatti, attraversa i tubi e si diffonde nella location dell'esposizione, coinvolgendo gli spettatori in un vero e proprio happening. Timossi ha già posto le sue sculture in luoghi prestigiosi e carichi di storia, a Roma è accaduto in piazza San Giovanni, all'Acquario Romano, allo Studio Crispolti di via Ripetta, all'ex Pastificio Cerere di San Lorenzo, creando sempre nuove combinazioni con i suoi tubi ora di colore neutro, ora colorati, ora isolati, ora appoggiati a basi e pannelli.Molto spesso questi interventi sono stati chiamati dall'autore "innesti" ma quello progettato per Pomezia appare piuttosto come un dardo dinamico, carico di energia, che attraversa la forma solo apparente arcaica della torre novecentesca, la quale, invece, si presta a meraviglia alla sua stessa temporanea mutazione, accogliendo l'intervento nelle sue alte finestre, proiettando l'ombra dei tubi sulla superficie resa cangiante e mutevole dalla tessitura dei mattoni di tufo che modulano in modo sempre diverso, nelle varie ore del giorno, la luce che illumina l'architettura di Concezio Petrucci. La città contemporanea accoglie ormai con naturalezza le opere d'arte odierne concepite con i materiali industriali, riciclati, di scarto, mutuati dall'elettronica o dalla produzione chimica, aprendosi al fascino "altro" del rude e del materico, suggerendo le basi per una nuova estetica metropolitana.
Agricoltura ed edilizia sullo sfondo della bonifica e della nascita di Pomezia. E-book. Formato EPUB Aa. Vv. - Gangemi Editore, 2015 -
Il libro ripercorre le tappe dell’Asse Roma-Berlino nell’ambito dell’agricoltura e dell’edilizia, avendo come base di partenza le memorie di un lavoratore della bonifica pontina. Le memorie di un immigrato di origini friulane, lavoratore nell’ambito della bonifica pontina, fortunosamente pervenuteci, ci hanno fornito l’imperdibile occasione di calarci dal vivo nel passato e precisamente al momento della nascita di Pomezia, stavolta non attraverso le pagine dei giornali dell’epoca o dei libri di storia, oppure attraverso i fogli dei documenti ufficiali, ma direttamente con le suggestioni scaturite da pagine scarne ma sincere, essenziali e rare, come tutto quello che riporta la voce di chi allora non poteva testimoniare direttamente approvazioni o dissensi, impegnato com’era a risolvere il duro problema del vivere quotidiano ed era, oltre tutto, occhiutamente controllato da un regime totalitario che ne incanalava i moti e le reazioni. Le memorie di Romano Urbani ci parlano degli anni in cui non soltanto l’impeto della bonifica integrale in Agro Pontino ma anche l’esigenza di costruire in breve tempo nuove città di fondazione, fecero convergere in quell’area del Lazio numerose maestranze disponibili a lavorare sia nel campo agricolo che nell’edilizia.