Sviluppo eBooks
eBooks con argomento Sviluppo di Formato Mobipocket Economia
Ambiente e Biotecnologie. l diritto allo sviluppo sostenibile per le generazioni future. E-book. Formato Mobipocket Anna Falcone - Luigi Pellegrini Editore, 2013 -
L'idea di progresso economico vacilla nel mondo contemporaneo, e, come è stato dimostrato (H. Jonas), tenuto conto che nell'era antica, uno degli obiettivi principali della politica era la stabilità, il progresso risultava legato alla dimensione verticale inteso come raggiungimento di una sorta di purificazione morale da perseguire nel corso della vita per accedere ad un mondo ideale trascendentale. L'ideale moderno adagia questa idea di progresso concependola come un futuro migliore del presente, ma rimane un'ideale estraneo ad un'aspirazione metafisica, poiché è ricondotto al fattore economico e coincide con un paradigma quantitativo. La soggettività moderna ha la responsabilità di aver coltivato l'idea della possibilità di soddisfare tutti i bisogni possibili dell'uomo mediante l'asservimento della natura. Viceversa occorre capovolgere questa prospettiva verso una soluzione di ragionevole convivenza rispetto alla quale questo volume pone la sua riflessione.
L'onda perfettaCavalcare il cambiamento senza esserne travolti. E-book. Formato Mobipocket Marco Magnani - Luiss University Press, 2020 -
La sopravvivenza di una specie non è legata alla sua forza né alla sua intelligenza, ma al grado di predisposizione al cambiamento. Quest’assunto di Charles Darwin, secondo Marco Magnani, può essere applicato anche a imprese e territori. Le aziende che riescono a restare in gioco nel lungo periodo, infatti, non sono necessariamente quelle di maggiori dimensioni o che generano più profitti, ma quelle che gestiscono meglio i continui cambiamenti, che nell’economia globale di oggi sono frequenti, repentini e dirompenti. Storia, brand, solidità finanziaria e leadership di settore sono importanti ma a volte non bastano, come insegnano i casi di Kodak, Nokia, Motorola, Blackberry o Blockbuster, travolte da una rivoluzione digitale alla quale non hanno saputo rispondere, o quelli di gran parte degli editori di grandi enciclopedie, spiazzati da Internet e Wikipedia. Al contrario, flessibilità, visione, velocità di reazione e capacità di adattamento possono cambiare le sorti di un’azienda, come accaduto a Fujifilm, Netflix, Zara, ERG o IBM, che hanno saputo anticipare le esigenze di mercato, adattando il modello di business e diversificando le proprie attività. Un discorso analogo vale per città, regioni, paesi. Detroit non ha saputo gestire la crisi dell’automobile, mentre Pittsburgh ha reagito molto bene a quella dell’acciaio. E molto avrebbe potuto insegnare a Taranto, se solo la questione fosse stata affrontata con una visione di lungo periodo. Venezuela, Mongolia, Argentina e Sud Africa, pur ricchi di risorse naturali o situate in posizioni geografiche strategiche, non hanno saputo sfruttare il ‘vantaggio iniziale’ e hanno sofferto la ridefinizione degli equilibri geopolitici e la globalizzazione. Al contrario, Singapore, Israele, Finlandia e Corea del Sud, la cui sopravvivenza è spesso stata a rischio nel corso della storia, hanno dimostrato grande resilienza. Il cambiamento assume tanti volti. Dall’innovazione tecnologica all’emergere di nuovi concorrenti, da variazioni del quadro legislativo-regolamentare al mutare di gusti e sensibilità di consumatori e investitori. Anche cambiamento climatico, flussi migratori, guerre commerciali ed emergenze sanitarie possono scardinare equilibri consolidati. La pandemia del 2020 ce ne ha dato una conferma dirompente e imprevedibile per tutti. Il cambiamento arriva spesso come un’onda alta e minacciosa. Cavalcarla, a volte, è l’unico modo per non esserne travolti.