Escatologia eBooks
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Escatologia occidentale. E-book. Formato PDF Jacob Taubes - Quodlibet, 2025 -
Quale senso può avere la storia dopo l'Apocalisse delle guerre mondiali, la Shoà e Hiroshima? Per rispondere a una domanda che rivela ogni giorno di più la sua tragica attualità (e per comprendere Auschwitz come elemento necessario e non come eccezione), Jacob Taubes ha scelto una prospettiva antistorica. Ebreo – e quindi appartenente a quel «popolo del tempo» sottratto al radicamento nello spazio – Taubes traccia una folgorante storia dell'escatologia nel pensiero dell'Occidente, da Giovanni, Paolo e Agostino a Gioacchino da Fiore, da Hegel e Marx a Kierkegaard e Nietzsche, come resa dei conti con un ciclo senza possibilità di riapertura. Per questo «apocalittico della rivoluzione» (così si definiva Taubes) che sfida il pensiero del Novecento sia sul versante teologico sia su quello più propriamente filosofico, si tratta di interrogare il percorso della storia in quanto disvelamento della verità, ma usando strumenti ma usando strumenti che ne rivelino il suo stesso limite: il tempo, l'origine, la fine. L'éschaton si manifesta così come la dimensione in cui si possono ritrovare, in inscindibile unità, il primo e l'ultimo, il passato e il futuro.
Escatologia. E-book. Formato PDF Franz-Josef Nocke - Editrice Queriniana, 2015 -
Un testo agile, una rapida sintesi della ricerca storica e della riflessione sistematica. ESTRATTO DALLA PRIMA PARTEDa alcuni anni la riflessione escatologica cattolica è particolarmente attiva: ha abbandonato l'indeterminatezza che l'aveva contrassegnata nel periodo immediatamente successivo al concilio Vaticano II e ha prodotto, insieme a testi di alto valore scientifico, anche numerosi trattati per la scuola. Negli uni e negli altri sono state riprese, tra l' altro, le questioni che nella fase del ripensamento erano apparse inutili curiosità, in forza della consapevolezza che la speranza cristiana, pur non confondendosi con una falsa apocalittica, "sa" il futuro dell'uomo e del mondo. I trattati, che raccolgono in forma sistematica i risultati delle ricerche analitiche, si preoccupano anzitutto, in genere, di precisare la collocazione dell'escatologia nel sistema dogmatico e di giustificare la scelta, divenuta comune a partire dagli anni '60, di articolare l'esposizione ponendo al primo posto la dimensione collettiva dell' eschaton rispetto a quella individuale. Osservando però i trattati apparsi recentemente, si constata un crescente interesse per la dimensione personale del compimento e una retrocessione dell'interesse per la consumazione della storia. Lo spostamento di accento, che peraltro non mette in discussione la priorità della dimensione collettiva, risponde a una necessità dei credenti, oltre che apparire in sintonia con gli orientamenti generali del pensiero. E non è solo la superficiale curiosità a spingere i credenti a interrogarsi su ciò che li attende oltre la soglia della morte; se infatti è indiscutibile che la speranza cristiana ha una prevalente dimensione comunitaria, è altrettanto certo che la morte raggiunge le persone in tempi diversi e queste non possono eludere le domande relative alla vita al di là della storia dell'umanità che continua a svolgersi. Riappare così la plausibilità delle questioni che la trattazione escatologica classica affrontava, anche se le soluzioni che a esse venivano date trovano oggi scarso consenso. Ciò sta a dire che la chiusura temporanea del cantiere dell'escatologia individuale non è stata vana: ha permesso di rendersi conto dei presupposti sui quali essa si basava e di vederne i limiti. Tra questi uno emerge con particolare evidenza: quella riflessione pretendeva di sapere troppo e aveva costruito una mappa del mondo dell'aldilà, togliendo, in nome della rivelazione, qualsiasi velo al mistero del futuro. Una tale pretesa, a una lettura attenta della storia della teologia, appare problematica anche solo se rapportata alla sobrietà degli interventi magisteriali. Questi infatti attestano che i dati della fede relativi alla condizione umana successiva alla morte sono scarni. In tal modo essi richiamano, nello stesso tempo, la difficoltà e la libertà di cercare soluzioni alle questioni che maggiormente stimolano il desiderio di sapere dei credenti. Se, per un verso, il riserbo e l'essenzialità dei documenti magisteriali sembrano delimitare la ricerca teologica, per un altro lasciano intendere che questa può muoversi liberamente nella formulazione di ipotesi. La teologia è perciò ricondotta, anche dal tenore degli interventi magisteriali, alla consapevolezza che il suo sapere è solo frutto di uno sguardo precursore, il quale non può togliere il carattere di segretezza a quanto non è ancora sopravvenuto. Non è la quantità di notizie relative al mondo futuro a garantire che di esso si conosce molto: infatti ogni conoscenza del compimento è limitata dal fatto che esso non è ancora qui. La consapevolezza del limite non esclude però il bisogno di capire e di sapere; da qui il tentativo di indagare per rendere più eloquenti le immagini che la Scrittura usa per alludere alla condizione delle persone umane nella loro configurazione a Cristo risorto e più chiari i contenuti proposti dagli interventi magisteriali, che sono in buona parte ripresa di quelle immagini. Ma accanto al bisogno di sapere inscritto nel cuore e nella mente dei credenti - res nostra agitur - due altri fattori determinano la ripresa della escatologia individuale: le provocazioni che vengono dall'incontro con le religioni asiatiche (si pensi al problema della metempsicosi e della reincarnazione) e la ricerca di "benessere" stimolata dai nuovi movimenti religiosi afferenti al New Age. Di fronte a questi fenomeni la riflessione teologica non può esimersi dal cercare risposte che siano, nello stesso tempo, conformi alla fede cristiana e io grado di dare un contenuto meno sfuggente alla speranza di beatitudine. È ovvio che nella sua ricerca la teologia, di quando in quando, possa e debba sporgersi oltre le risposte tradizionali.
L'avvento di Dio. Escatologia cristiana. E-book. Formato PDF Jürgen Moltmann - Editrice Queriniana, 2015 -
Quest'opera di Jürgen Moltmann non tratta della "soluzione finale" di tutte le questioni in chiave religiosa. Infatti il tema dell'escatologia cristiana non è "la fine", ma la nuova creazione di tutte le cose. L'escatologia cristiana segue in tutte le dimensioni personali, storiche e cosmiche questo modello cristologico: alla fine - l'inizio. Ciò che a Jürgen Moltmann interessa è sviluppare una specifica dottrina della speranza, prospettare quindi degli orizzonti d'attesa entro i quali inscrivere la vita personale, la vita politica e storica, insieme alla vita del cosmo. Le domande a cui pertanto intende rispondere questa densa e incisiva trattazione sono le seguenti: in che cosa consiste la speranza e quale incidenza essa ha sulla vita eterna, sul Regno di Dio, sui cieli nuovi e sulla terra nuova? in che cosa consiste e come incide, questa speranza, sulla stessa gloria di Dio?