Incisione eBooks
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Incisioni barocche di feste e avvenimenti: Giorni d’allegrezza. Catalogo del Museo di Roma.. E-book. Formato EPUB Simonetta Tozzi - Gangemi Editore, 2016 -
La Roma seicentesca è una città molto speciale dove ogni luogo si presenta come unico, straordinario palcoscenico nel quale, persone, usi, fogge e mondi diversi si amalgamano tra loro perfettamente e dove riescono a convivere ideologie e poteri diversi. In epoca barocca le occasioni particolari e gli eventi della vita quotidiana si presentano con gli attributi della festa e si consumano presso il grande pubblico come uno spettacolo, nell'ambito del quale, non è più possibile rintracciare differenza tra le occasioni religiose e quelle laiche che finiscono per interagire totalmente. Il volume è dedicato all'analisi di un gruppo di incisioni del secolo XVII che fa parte del fondo Avvenimenti, raccolta di stampe dedicate ai vari aspetti della vita a Roma tra il Cinquecento e la fine dell'Ottocento. Le acqueforti esaminate illustrano eventi per i quali si era soliti allestire grandiosi apparati effimeri: dai Possessi dei pontefici neoeletti alle Girandole, dal Carnevale alle Feste dinastiche, fino agli apparati funebri. Il fondo fu acquistato dal Comune di Roma nel 1930, dalle librerie antiquarie Landini e Luzzietti, gestite da noti antiquari attivi all'epoca nella capitale e costituisce un patrimonio iconografico di eccezionale valore documentario
Andrea Meldola Fecit: Le stampe di Andrea Schiavone nelle collezioni romane. E-book. Formato EPUB Francesca Di Gioia - Gangemi Editore, 2016 -
Il volume analizza l’opera di Andrea Meldolla detto Schiavone partendo dalla formazione artistica per concludersi con le grandi commissioni degli anni ’50 che lo videro operoso fino al 1563, anno della morte. La sua storia pittorica e di prolifico disegnatore, è qui tratteggiata in filigrana rispetto alla carriera da incisore. Attraverso il corpus di stampe che si conserva nelle collezioni romane, si è letta una esperienza di sperimentazione tecnica e di innovazione formale che fa assurgere lo Schiavone a protagonista della storia dell’incisione italiana, riportando alla luce l’unica lastra, ad oggi conosciuta del Meldolla: un rame con una Natività dal Parmigianino, conservata nelle collezioni dell’Istituto Centrale per la Grafica di Roma che chiarisce in modo definitivo i punti relativi alla sua pratica incisoria. Francesca Di Gioia è docente Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, già docente a contratto di Storia dell’Arte Moderna presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Foggia. Si è laureata cum laude in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università “S. Orsola Benincasa” di Napoli, discutendo una tesi su “Le stampe di Andrea Schiavone nelle collezioni romane”. Si è specializzata in incisione (bulino) presso l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma ed ha conseguito il Diploma di Biblioteconomia presso la Scuola della Biblioteca Apostolica Vaticana (A.A. 2010/2011). Attualmente è ricercatore indipendente presso il Centro Branca della Fondazione “Giorgio Cini” di Venezia con un progetto di ricerca sulla produzione incisoria dello Schiavone. È stata docente incaricato di Arte Sacra e di Museologia presso la Facoltà Teologica Pugliese (sede di Foggia). Ha dato alle stampe: Invenit, delineavit et sculpsit. Per un approccio alle Arti Grafiche (Edizioni Il Castello, 2012); Vissi d’arte. Cinque anni di penna appassionata (Edizioni del Rosone, 2012); Profeti e Sibille. Capolavori dell’arte italiana (Edizioni Il Castello, 2014). È giornalista pubblicista e cura un blog di Storia e Critica d’Arte per “Il Mattino di Foggia”. È autrice di articoli e saggi pubblicati su riviste specialistiche nazionali, e dei monologhi teatrali: “MicH A El!” sulla vita di Caravaggio e “Rerum magna parens timuit” sulla vita di Raffaello. Ha partecipato a numerosi convegni e simposi di storia dell’arte. Ha partecipato al convegno internazionale di studio su “Scipione l’Africano” (Academia Belgica, Roma, 2012) con un intervento su “La fortuna critica dei Trionfi all’antica nelle stampe rinascimentali”, e al convegno di studio “Scrittura e Potere” con una relazione dal titolo “Emblemata: segni e simboli elle carte della stamperia Camerale” (Biblioteca di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, 2015). L’articolo “Andrea Schiavone: la lastra ritrovata” è stato pubblicato dalla rivista Grafica d’Arte; su Art&Dossier è apparso un suo contributo.
Visioni di Sardegna: Stampe e disegni dalle Collezioni statali. E-book. Formato EPUB Maria Paola Dettori - Gangemi Editore, 2016 -
Terra di “parenti poveri” per quanto riguardava la pittura, la Sardegna seppe esprimere all’inizio del XX secolo, nel giro di pochi anni, una scuola di straordinari incisori; l’esordio vincente fu come xilografi, ma alcuni di essi raggiunsero presto l’eccellenza anche nelle altre tecniche. Ci fu allora chi attribuì questo fatto a innate tendenze di razza, chi lo lesse come evolversi del tradizionale intaglio dei pastori, chi più lucidamente, come Stanis Dessy, uno dei più grandi tra loro, ricostruì i momenti iniziali della xilografia in Sardegna legandoli alla stessa circostanza che portò alla sua diffusione anche altrove in Italia, cioè al debutto del gruppo della rivista spezzina “L’Eroica”, cui due sardi – Giuseppe Biasi e, in misura minore, Mario Mossa Demurtas – parteciparono quasi sin dal principio. Privi di una tradizione artistica consolidata i sardi raggiunsero perciò la vetta in una branca dell’arte che in quel momento nel nostro paese doveva anch’essa, in qualche modo, ripartire da zero: affacciatisi solo allora a quel mondo, là dove le condizioni di partenza erano uguali per tutti essi non esitarono a cogliere l’occasione, seppero osare, sperimentare e trionfare, costituendo una scuola regionale dalla quale emersero figure tra le maggiori nella storia dell’incisione del Novecento italiano. Maria Paola Dettori, storico dell’arte, è funzionario della Soprintendenza per i Beni architettonici e storico artistici di Sassari. Si occupa in particolare di catalogazione dei beni culturali, ha progettato e diretto numerosi restauri. Attuale direttrice della Pinacoteca Mus’a di Sassari, ha curato diverse mostre, dedicandosi soprattutto alla storia dell’arte sarda del Novecento; tra le sue pubblicazioni, Pittura sarda del Novecento.