Iconografia eBooks
eBooks con argomento Iconografia
Studi di storia dell'arte, iconografia e iconologia: La biblioteca del curioso. E-book. Formato PDF Marco Gallo - Gangemi Editore, 2015 -
Dal Maestro dell’Osservanza, attivo nella Siena del ’400, ai caravaggeschi Orazio Borgianni e Carlo Saraceni; da Guercino a Mario Ceroli, dalla critica di Libero de Libero al cosiddetto “Ciborio di Sisto IV”; da Rutilio Manetti alle questioni lessicali delle “Vite” del Baglione; dall’analisi delle strutture linguistiche e retoriche sottese al metodo compositivo di Giorgio de Chirico al riesame della “disputa critica del Barocco”; dalla ricognizione del pensiero di Lionello Venturi sul ritratto antico all’indagine sul processo d’informatizzazione di Iconclass; dalla cultura domenicana di Caterina da Siena, a quella francescana e al suo profondo amore per la Creatura; dalla contemplatività di san Girolamo al carisma profetico di Giobbe; dalla revisione ideologica imposta alla figura di san Carlo Borromeo alla mariologia di sant’Ambrogio; dall’iconografia alla filologia, dalla ricerca archivistica all’iconologia. I saggi di questa raccolta, scritti fra il 1997 e il 2006, sono collegati dall’idea della profonda continuità della Tradizione, che vige anche al di là delle fratture e delle discontinuità, e che ancora in questi tempi, nascostamente, mantiene viva la nostra identità. Non può esistere idea dell’uomo che non si radichi nella realtà di una Tradizione che, da quello creata, finisca per accoglierlo nella propria rete, trascenderlo e organizzarne il pensiero, l’esperienza e anche la capacità di trasporre sul piano dell’azione l’esperienza così acquisita. I saggi qui raccolti vorrebbero, in questo senso, sottrarsi alla semplice definizione di “studi di storia dell’arte”, aspirando a essere, nella loro prospettiva interdisciplinare, indagini su come l’uomo ha organizzato in piena coscienza, nel corso del tempo e in epoche diverse, la propria “autorappresentazione” culturale, confidando che l’opera d’arte non sia solo un campo di sperimentazione della forma e del colore in rapporto alla visione, bensì anche e soprattutto una cosciente e volontaria rappresentazione del sistema dei valori e delle conoscenze dell’uomo, e in ultimo delle sue aspirazioni, non dimenticando che l’arte è soglia da cui non si può, ma si deve accedere allo spazio del “sacro”. L’arte non è solo esperienza del “vedere” o del “sentire”, come anche, certamente, del “sapere”, ma soprattutto dell’Essere. Marco Gallo (Roma, 1964) insegna Storia dell’arte moderna e Storia dell’arte contemporanea alla Libera Università “Maria SS.ma Assunta” (LUMSA) di Roma, e Storia dell’arte moderna alla Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte medioevale e moderna della LUMSA di Palermo; presso la LUMSA di Roma insegna anche Storia dell’arte moderna al Master in “Tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali”.
Studi di storia dell'arte, iconografia e iconologia: La biblioteca del curioso. E-book. Formato EPUB Marco Gallo - Gangemi Editore, 2016 -
Dal Maestro dell’Osservanza, attivo nella Siena del ’400, ai caravaggeschi Orazio Borgianni e Carlo Saraceni; da Guercino a Mario Ceroli, dalla critica di Libero de Libero al cosiddetto “Ciborio di Sisto IV”; da Rutilio Manetti alle questioni lessicali delle “Vite” del Baglione; dall’analisi delle strutture linguistiche e retoriche sottese al metodo compositivo di Giorgio de Chirico al riesame della “disputa critica del Barocco”; dalla ricognizione del pensiero di Lionello Venturi sul ritratto antico all’indagine sul processo d’informatizzazione di Iconclass; dalla cultura domenicana di Caterina da Siena, a quella francescana e al suo profondo amore per la Creatura; dalla contemplatività di san Girolamo al carisma profetico di Giobbe; dalla revisione ideologica imposta alla figura di san Carlo Borromeo alla mariologia di sant’Ambrogio; dall’iconografia alla filologia, dalla ricerca archivistica all’iconologia. I saggi di questa raccolta, scritti fra il 1997 e il 2006, sono collegati dall’idea della profonda continuità della Tradizione, che vige anche al di là delle fratture e delle discontinuità, e che ancora in questi tempi, nascostamente, mantiene viva la nostra identità. Non può esistere idea dell’uomo che non si radichi nella realtà di una Tradizione che, da quello creata, finisca per accoglierlo nella propria rete, trascenderlo e organizzarne il pensiero, l’esperienza e anche la capacità di trasporre sul piano dell’azione l’esperienza così acquisita. I saggi qui raccolti vorrebbero, in questo senso, sottrarsi alla semplice definizione di “studi di storia dell’arte”, aspirando a essere, nella loro prospettiva interdisciplinare, indagini su come l’uomo ha organizzato in piena coscienza, nel corso del tempo e in epoche diverse, la propria “autorappresentazione” culturale, confidando che l’opera d’arte non sia solo un campo di sperimentazione della forma e del colore in rapporto alla visione, bensì anche e soprattutto una cosciente e volontaria rappresentazione del sistema dei valori e delle conoscenze dell’uomo, e in ultimo delle sue aspirazioni, non dimenticando che l’arte è soglia da cui non si può, ma si deve accedere allo spazio del “sacro”. L’arte non è solo esperienza del “vedere” o del “sentire”, come anche, certamente, del “sapere”, ma soprattutto dell’Essere. Marco Gallo (Roma, 1964) insegna Storia dell’arte moderna e Storia dell’arte contemporanea alla Libera Università “Maria SS.ma Assunta” (LUMSA) di Roma, e Storia dell’arte moderna alla Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte medioevale e moderna della LUMSA di Palermo; presso la LUMSA di Roma insegna anche Storia dell’arte moderna al Master in “Tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali”.
L’iconografia delle città svizzere e tedesche nel contesto europeoDai prototipi alla fotografia. E-book. Formato PDF Cesare De Seta - Edizioni Scientifiche Italiane - Esi, 2013 -
Diviso in tre sessioni tematiche, il volume è occasione per una ricognizione dei lavori più aggiornati sulla ricerca iconografica inserendo fra gli ambiti di studio anche quello meno indagato della fotografia, presente nel testo di Daniela Stroffolino, dove viene intesa come ultimo traguardo della tecnica nella sperimentazione per la rappresentazione della città dall’alto, ma anche nel saggio di Silvain Mal- Presentazione froy che compie un’approfondita indagine sugli archivi fotografici svizzeri. Abbiamo dunque inteso da un lato posticipare i termini cronologici – solitamente ricadenti fra il XV e il XIX secolo – con gli studi sulla fotografia, dall’altro anticiparli con l’interessante saggio di David Friedmann sui disegni e i testi descrittivi delle città nel Medio Evo. Seguono studi monografici su tesori nascosti all’interno di palazzi nobiliari – come il ciclo di affreschi con soggetto urbano realizzati a metà del Cinquecento nel Palacio El Viso del Marqués nel cuore della Mancia – o Musei e Biblioteche – come il repertorio cartografico delle città europee conservato presso la sezione Palatina della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli. La sessione più corposa riguarda naturalmente l’iconografia delle città svizzere, a partire dall’area ticinese (Pier Giorgio Gerosa), fino a Lucerna (Thomas Manetsch) e Ginevra (Nicolas Schätti). Da queste indagini scaturisce in maniera assolutamente preponderante l’indissolubile connubio fra città e paesaggio rinvenibile a tutti i livelli e per tutte le tipologie rappresentative, suggellato dall’incredibile numero di opuscoli turistici pubblicati dalla Orell Füssli fra il 1876 e il 1912 (Ewa Kawamura). Dal paesaggio svizzero si passa ad una metropoli come Berlino (Marc Schalenberg), la cui storia iconografica è ancora oggi poco indagata, e rimanendo ancora in area germanica, agli elettorati ecclesiastici di Colonia, Treviri e Magonza (Bernd Klesmann). Il volume si chiude con due interessanti saggi redatti da studiosi che collaborano da anni con il Centro di iconografia urbana: Maria Iaccarino e Massimo Visone. Il primo va ad esplorare l’ambiente dell’editoria olandese, sviluppatosi in particolar modo nella città di Amsterdam che diventa, a partire dai primi anni del Seicento, un eccezionale centro di produzione cartografica; il secondo, invece si sofferma sull’uso di supporti alternativi per la rappresentazione urbana, analizzando in particolare i bassorilievi marmorei a soggetto urbano presenti su due monumenti sepolcrali del Seicento napoletano.