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La storia e il giudizionella cappella Bellincini del Duomo di Modena. E-book. Formato PDF Massimiliano Venturelli - Edizioni Artestampa, 2020 -
Entrando in Duomo dalla porta meridionale della facciata incontriamo subito, alla nostra destra, una specie di nicchione, che si innalza con il suo arco fin quasi alle volte. È la cosiddetta Cappella Bellincini. Le sue superfici sono interamente occupate da un imponente complesso pittorico del Quattrocento, che merita di essere guardato attentamente. Peccato che sia normalmente così poco illuminato. E che alcune parti dei dipinti siano perdute, a causa di svariate traversie nel corso dei secoli, non ultima la bomba esplosa nel 1944 sulla vicina porta dei Principi. Il centro è il Signore Gesù, misteriosamente previsto ed atteso per secoli dai Profeti, annunciato dall’angelo a Maria, presentato come neonato nel presepio accanto a Giuseppe, come bambino amorevolmente tenuto in braccio dalla Madre, come giudice severo e misericordioso alla fine dei tempi. Attorno a lui si muove tutta la storia umana, che culminerà nella resurrezione della carne in attesa del grande Giudizio finale.
Creati, caduti, salvatiLa Genesi nel Duomo di Modena. E-book. Formato PDF Alberto Desco - Edizioni Artestampa, 2019 -
Siamo davanti alla facciata del Duomo, al pomeriggio. Guardandola, cominciamo già a conoscere il Duomo; come guardando in faccia una persona, si capisce subito qualcosa di lei. Questa facciata è tutta protesa a comunicare qualcosa ai visitatori e ai passanti, sia con le sue linee architettoniche sia con le raffigurazioni inserite nel rivestimento di pietra con le sue lastre di svariate dimensioni e colori. Parlano le linee orizzontali e verticali, le torrette, il rosone, la galleria, il protiro, i portali, con il loro corredo parlante di decine e decine di immagini, di segni, di iscrizioni. Le quattro grandi lastre con le storie della Genesi, per dimensioni e contenuto, costituiscono la struttura comunicativa fondamentale della facciata (e, insieme alle porte, dell’intero Duomo). Qualunque fosse la loro collocazione originaria, ora sono qui e qui vanno guardate. Si tratta di un’opera dell’inizio del XII secolo, ricca di messaggi, che sarà impossibile riuscire a cogliere interamente, a causa dell’enorme distanza che separa la nostra mentalità da quella dei nostri antenati di allora. Tuttavia, tenendo presente che abbiamo in comune con loro l’ininterrotta tradizione della Chiesa e in essa soprattutto la sacra Scrittura, possiamo impegnarci ad osservare queste immagini con attenzione e curiosità, per tentare di cogliere ciò che esse dicono a noi oggi. La fonte del racconto è nei primi otto capitoli del libro della Genesi. Da quel testo sono stati scelti e interpretati (con interessanti variazioni) alcuni episodi, in maniera molto essenziale e nel contempo ricca di rimandi simbolici, in cui vedremo emergere la sapienza comunicativa di un formidabile teologo della cattedrale, il maestro Aimone, affidata all’arte di uno straordinario scalpellino, il maestro Wiligelmo.