Monoteismo eBooks

eBooks con argomento Monoteismo

EBOOK   9788892950078

Le vie del dialogoI monoteismi storici e l'unità degli uomini: una sfida culturale e religiosa. E-book. Formato PDF Dario Montrasio   -  Tab Edizioni, 2020  - 

«C’è qualcuno che desidera la vita e brama lunghi giorni per gustare il bene?»: con la domanda contenuta nel Salmo 33, Dio interpella gli uomini. Il monoteismo, infatti, prima di essere l’affermazione astratta dell’esistenza di Dio o un comandamento a cui obbedire, è un “appello” del Signore di tutte le cose all’uomo affinché fondi la sua vita su quel Qualcuno che la può rendere felice. In ciò sta il dramma della storia personale di ciascuno e dell’umanità. I monoteismi storici si concentrano sulla libertà umana e hanno in comune il concetto di “Parola” di Dio che si rivela. L’Ebraismo si concentra sull’affidamento a Lui, l’Islam sulla Sua volontà, il Cristianesimo ha come punto nodale la vita nell’amore dei figli in Gesù Cristo: Egli è in comunione con ogni persona poiché anzitutto è in comunione col Padre.

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EBOOK   9788845981166

La distinzione mosaica: ovvero Il prezzo del monoteismo. E-book. Formato EPUB Jan Assmann   -  Adelphi, 2019  - 

Nel 1998, il grande egittologo tedesco Jan Assmann pubblica «Mosè l’egizio», il suo lavoro più radicale e innovativo. Riprendendo la tesi dell’ultimo libro di Freud – «L’uomo Mosè e la religione monoteistica» –, Assmann torna su una delle rimozioni più imponenti della cultura occidentale: l’esistenza, dietro il Mosè biblico, del dimenticato Mosè egizio, che aveva (o avrebbe) conosciuto il monoteismo attraverso la rivoluzione teologica di Akhenaton (Amenofi IV) ad Amarna, nel XIV secolo avanti Cristo. In breve tempo il libro di Assmann diventa oggetto di polemiche e controversie che vanno ben al di là della ristretta cerchia degli specialisti: si distingue per violenza la relazione di un ecclesiastico alle Settimane Universitarie di Salisburgo, nel 2000, nella quale all’egittologo viene imputato di aver incrinato il legame indissolubile tra monoteismo e giustizia divina, e quindi di aprire la strada a ogni nefandezza. In questo nuovo libro Assmann risponde ai propri dubbi come a quelle accuse, offrendoci nel contempo una densissima, folgorante meditazione su quel passaggio oscuro dell’Età del Bronzo – denominato appunto «distinzione mosaica» – che vede le religioni «primarie», fondate sul culto e sul sacrificio rituale, prima affiancate e poi contrastate dalle «secondarie», fondate sul Libro e sulla Rivelazione. Ne deriva una concezione paradossale del monoteismo come «controreligione», tesa a contrapporre non tanto l’unico Dio ai molti dèi, quanto il vero Dio ai falsi dèi che affollavano i Pantheon politeisti, da quello egizio a quello babilonese a quello greco-romano. In tale prospettiva, Assmann argomenta come la distinzione stessa tra politeismo e monoteismo (effetto ottico prodotto a posteriori dalla modernità) vada sostituita con quella tra religioni inclusive ed esclusive: tra una visione orientata verso il mondo e un’altra che del mondo è «negatrice». Differenza, quest’ultima, che fuga ogni dubbio sulla possibilità (da alcuni intravista nella figura del Mosè egizio) di ricondurre il monoteismo all’alveo del cosmoteismo, cioè a quell’indebita fusione fra trascendenza e realtà sensibile che Assmann rinviene semmai proprio nel politeismo. Tornando infine, circolarmente, alla lettura freudiana (ulteriormente ripensata), Assmann individua nella «distinzione mosaica» l’origine profonda dell’«universo psichico» dell’uomo occidentale: prodotto dalla rimozione – dall’uccisione – di un Padre che ritorna (il Mosè egizio), il monoteismo ebraico è la religione, più di ogni altra, fondata sulla norma e sull’introiezione della moralità.

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EBOOK   9788869060069

Mosè, il monoteismo e la genesi del politico. E-book. Formato PDF Gianluca Giannini   -  Giannini, 2006  -  Filologia

Questo scritto, attraverso lo scandaglio della figura più tormentosa e tormentata del Pentateuco, Mosè, e tramite l'inquadramento della sua vicenda, che è politica a tutti gli effetti ritiene che la "questione Mosè" sia tema di capitale importanza nella misura in cui essa istituisce, per la prima volta in assoluto, gli autonomi ambiti del politico e della teologia politica. Specialmente quest'ultima, intesa come vero e proprio gradiente, permette di cogliere e registrare le oscillazioni della "con-istitutiva" interrelazione tra religioso e politico, domini che, fondando in un'accezione del tutto nuova di nemico, aprono al necessitato svolgimento di illimitato e perenne conflitto che è, in ultima istanza, cifra indelebile della marcia dell'umano.

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