Monumenti Ai Caduti eBooks
eBooks con argomento Monumenti Ai Caduti
Il memoriale in cui è incisa la nostra Storia: Quarto, 5 maggio 1860. E-book. Formato EPUB Aa. Vv. - Gangemi Editore, 2016 -
Si dice che un giorno a Quarto sorgerà un monumento con su tutti i nomi dei mille incisi nel marmo. Sarà cosa che onorerà la patria... [Giuseppe Cesare Abba] All'alba del 5 maggio 1860, 1089 volontari, giovani e per lo più settentrionali, partirono dallo scoglio di Quarto verso la Sicilia per sbarcare l'11 maggio a Marsala. Combatterono a Salemi, Calatafimi e Palermo prima di risalire la penisola fino al Volturno. Questi furono i Mille: studenti, medici, ingegneri, avvocati, commercianti, operai ed artigiani, aristocratici romantici ed artisti, alcuni dei quali in camicia rossa ed armati in modo disparato a cui s'aggregarono i picciotti, i molti giovani siciliani insorti e le migliaia di volontari del meridione. Oggi, a centocinquanta anni di distanza, è stato realizzato il memoriale dei mille, una lastra lunga 30 metri sulla quale sono incisi i nomi di tutti quei 1089 volontari, affinché lo scoglio di Quarto possa essere non solo il ricordo di un evento storico, bensì memoria viva di quelle anime che a bordo dei vapori Lombardo e Piemonte salparono verso l'Unità con una sola idea nel cuore: l'Italia!
Monumenti per difetto. E-book. Formato EPUB Adachiara Zevi - Donzelli Editore, 2015 -
Il 24 marzo 1944, 335 innocenti furono trucidati dai nazi-fascisti alle Fosse Ardeatine, in una delle pagine più buie della seconda guerra mondiale. Nel luglio di quell’anno fu bandito il primo concorso dell’Italia liberata per la costruzione di un mausoleo nel luogo dell’eccidio. Questo libro parte da lì: in occasione del settantesimo anniversario della strage, Adachiara Zevi riflette sui rapporti tra architettura e memoria, prendendo in esame alcuni casi esemplari di monumenti, musei e memoriali che si distinguono per qualità e originalità urbanistica, architettonica e artistica. Il Mausoleo delle Fosse Ardeatine è il primo monumento a non essere concepito come oggetto da contemplare ma come percorso «da agire», per far rivivere il tragitto seguito dalle vittime; le forme – naturali, architettoniche e artistiche – non sono intese come stazioni di arrivo, ma come tappe intermedie di un circuito continuo. Da Roma ci spostiamo a Berlino, per raccontare il memoriale progettato da Peter Eisenman: una gigantesca griglia deformata e sbilenca che registra il passaggio dal monumento come percorso al monumento come brano di città. Se il «contro-monumento», nella versione di Jochen Gerz, prevede già nella concezione la sua sparizione, spetta alle «pietre d’inciampo» ideate da Gunter Demnig l’intuizione del «memoriale diffuso» dedicato a tutti i deportati: discreto, centrifugo, anti-gerarchico e in progress, è un enorme mosaico della memoria europea le cui tessere sono le decine di migliaia di sampietrini collocati davanti alle abitazioni dei deportati, che restituiscono loro dignità di persone e un luogo dove ricordarli. Senza la pretesa di essere esaustivo o imparziale, questo studio si basa sulla convinzione che, in tema di memoria, la testimonianza artistica, o il contenitore architettonico, non sono mai indifferenti, né tantomeno neutrali