Verona Storia eBooks

eBooks con argomento Verona Storia

EBOOK   9788856866520

Quies inquieta. Agricoltura e industria in una piazzaforte dell'Impero asburgico. E-book. Formato PDF M. Luisa Ferrari   -  Franco Angeli, 2012  -  Temi Di Storia

Il volume si propone di fornire un quadro esaustivo delle condizioni economiche e sociali di una delle principali piazzeforti dell'Impero Asburgico, sulla base di ampie indagini archivistiche e bibliografiche. Il ruolo strategico-logistico di Verona si affermò nel corso della dominazione austriaca (1814-1866) in modo sempre più evidente, connotando fortemente l'immagine della città. La realtà economica urbana e territoriale non si riduceva solo all'indotto della presenza militare, ma presentava elementi importanti di vitalità e di crescita. Alcuni settori dell'agricoltura segnarono progressi significativi, fino agli anni cinquanta, quando insorsero gravissime malattie della vite e dei bachi, che danneggiarono anche le attività di trasformazione. Intanto la città, manteneva le produzioni tradizionali, mentre il suo ruolo logistico comportava la creazione di moderne industrie militari e ferroviarie. Verona, già centro di commercio internazionale, si veniva trasformando in nodo d'interscambio nella rete ferroviaria dell'Impero. L'immagine della città e del suo territorio, che è emersa dalla ricerca, appare tra luci ed ombre, ma si discosta da una visione negativa e riduttiva di tutto il periodo largamente diffusa dalla storiografia.

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EBOOK   9788856880212

Una piazzaforte in età moderna. Verona come sistema-fortezza (secc. XV-XVIII). E-book. Formato PDF Luca Porto   -  Franco Angeli, 2009  -  Temi Di Storia

Nella Verona di epoca veneziana (1405-1797) la struttura difensiva della città venne radicalmente ripensata per rispondere alla sfida messa in campo dalle nuove artiglierie a polvere nera. Parallelamente a questa evoluzione si rese necessaria la creazione di un sempre più complesso apparato logistico e amministrativo volto ad affrontare e risolvere i problemi che la nuova strategia militare di età moderna imponeva. Il percorso seguito alla ricerca delle opportune soluzioni tuttavia fu tutt'altro che lineare e si dipanò attraverso sperimentazioni, accelerazioni e battute d'arresto. Essa ebbe particolare importanza nell'impostazione dei rapporti tra Venezia e la città suddita, oltre a costituire un importante sbocco politico per la classe dirigente veronese ed economico per alcuni intrepidi affaristi locali. Scopo del presente lavoro è seguire il filo di questo complesso percorso attraverso una vasta gamma di fonti inedite - che abbraccia tutti e quattro i secoli del dominio veneziano - reperite presso gli archivi di Verona e Venezia. In questo ampio arco temporale non solo si regolarono i rapporti tra Dominante e città suddita, ma si plasmò in modo definitivo la struttura della città, tanto che la complessa eredità della piazzaforte veronese non tramontò con la caduta di Venezia, ma fu raccolta dal successivo dominio austroungarico e in un secondo tempo dal Regno d'Italia.

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EBOOK   9788868435172

L'arena del duce: Storia del Partito nazionale fascista a Verona. E-book. Formato EPUB Federico Melotto   -  Donzelli Editore, 2016  - 

«Niente cannibalismo e niente politica» era la frase che amava ripetere il federale Giuseppe Frediani, giunto alla guida della federazione fascista veronese nel maggio 1934. Un motto semplice, schiettamente fascista, che nella sostanza riassumeva i nuovi sistemi di gestione del partito voluti da Mussolini e da Achille Starace, tesi a eliminare ogni residuo di politica liberal-democratica che minacciava di riproporsi, nel sistema a partito unico, come «cannibalismo» e «lotta di fazione». La vicenda del Fascio scaligero, detto anche «Terzogenito» perché nato dopo quelli di Torino e di Genova, fu infatti caratterizzata dal «beghismo» e da lotte intestine al partito e prese corpo nelle piazze della città e della provincia veronese, uscite esangui dalla prima guerra mondiale per merito di uno sparuto gruppo di diciannovisti, fascisti della prima ora, che accolsero e imposero con la forza il verbo mussoliniano. Da lì gli eventi si dipanano passando attraverso la fascistizzazione della società e le dinamiche del consenso. Un consenso plasmato da una classe dirigente periferica rissosa, talvolta corrotta, spesso incapace e arrivista, che fece scempio delle fragili strutture dello Stato liberale. Paragrafo dopo paragrafo, il racconto fotografa i gravi episodi di conflittualità interna, frutto di una deleteria mescolanza tra le peggiori spinte personalistiche dei leader e le motivazioni politico-affaristiche legate al controllo del territorio. In effetti, il fascismo veronese, al pari di molti altri fascismi provinciali, non fu mai realmente pacificato, nonostante i numerosi sforzi compiuti in tal senso dalle gerarchie nazionali.

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