Libri sulle carceri
Saggi, manuali giuridici e reportage sul sistema penitenziario italiano
Galere d'ItaliaDodicesimo rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione. E-book. Formato Mobipocket Antigone Onlus - Infinito Edizioni, 2016 -
Più di cinquanta osservatori sul campo, oltre 150 istituti di pena visitati: sono alcuni dei numeri di questo rapporto sulle condizioni detentive in Italia. Cui si aggiungono storie, vicende, dati e immagini di una realtà penitenziaria che, nonostante i proclami e i progetti di riforma, resta impenetrabile e complessa.Ci si chiede se si è usciti dall’emergenza del sovraffollamento delle carceri, si indaga sull’idea – ancora ben radicata nel pensiero collettivo – che una società sicura sia una società con più carcere.Focus del lavoro sono la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, la sorveglianza dinamica, lo stigma che resta dopo il periodo di restrizione della libertà personale, il rapporto tra i detenuti e i loro cari, i casi di violenza e di rivolta dietro le sbarre su cui non si accendono i riflettori e la detenzione di chi è ancora presunto innocente.“È necessario vedere cosa accade in una qualsiasi delle carceri italiane – le eccezioni sono pochissime – dove i detenuti non hanno spazio vitale, non hanno acqua calda, non lavorano, non hanno prospettive e sono in balìa delle organizzazioni criminali, che tendono a strutturarsi ovunque, e tra i disperati gettano reti per nuova mano d’opera, nuovi affiliati, carne da macello in cambio di protezione, in cambio di ciò che serve alla sopravvivenza”. (Roberto Saviano)
Il futuro sarà di tutta l'umanità: Voci dal carcere. E-book. Formato Mobipocket Antonella Speciale - Dissensi Edizioni, 2015 -
In questo viaggio ogni lettore potrà cogliere spunti per riflettere su ciò che è il carcere. Il carcere è fatto di mura, ferro, sbarre, sporcizia, violenza. Dunque Io non so se le leggi sono giuste / o se le leggi sono ingiuste; so che sono emanate da un potere, so come è fatto un carcere e mi sembra assurdo che vi vivano dentro degli innocenti, vi crescano dei ragazzi o giovani adulti, vi seppelliscano vivi fino alla morte biologica persone cambiate, e persino per i veri colpevoli, trovo ingiusto questo dispositivo degenerante per la persona e cercherei di impiegare i fondi per costruire strutture alternative da organizzare responsabilmente, con personale di tutt’altra formazione e mentalità. La persona che si è macchiata di uno o più reati va aiutata per essere restituita migliore, non peggiore, ed è argomento di tutti, è figlia di tutto il nostro Paese. Nel rispetto delle vittime, che vanno in primis e sempre tutelate. Credo fermamente che l’errore, il male, attraverso il male non possa essere curato: questo è un assurdo, che rincara la dose, e sono convinta che solo il perdono possa redimerlo. Dunque che la compassione, anzi, che la pietà non vi sia di vergogna.