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eBooks di An con argomento Maternita di Formato Epub
Maternità e sacrificio. E-book. Formato EPUB Anne Dufourmantelle - Castelvecchi, 2019 -
Come può una madre assassinare il figlio? Linfanticidio è un gesto impensabile, soprattutto se compiuto da chi ha il potere di donare la vita. Eppure accade e si cerca di comprenderne le ragioni da sempre. Basti pensare al mito di Medea, che uccide la sua prole per vendicarsi di Giasone, facendo prevalere il suo essere donna sul suo essere madre. Ma è possibile una lettura diversa di questo mito? Anne Dufourmantelle preferisce la moderna versione di Christa Wolf: Medea non uccide direttamente i figli, ma li abbandona in mezzo a una folla inferocita dopo aver scoperto il crimine su cui si fonda lintera città. Lei sa di non essere in grado di salvarli; per lei sono già morti. Leggendo questa riscrittura della storia, la psicanalista francese ha intuito che spesso le madri uccidono i figli perché non riescono a sopportare il movimento di separazione dal bambino e per questo cedono alla pulsione di morte. Dufourmantelle restituisce anche parte della colpa alla società di consumo non assolta «dai suicidi che ammette e dalle innumerevoli sofferenze che genera».
Cinquanta sfumature di mamma: In 20 test molto poco scientifici. E-book. Formato EPUB Anna Bardazzi - Giunti, 2017 -
Distratta, Ansiosa, Riguardante, Falsa sapiente, Oracolo, Nonnassistita, Esaurita, Zen, Igienista, Fasciante, Socializzatrice, Ape regina, Rinunciante, Pigra, Gnocca, Vip... Pensi davvero di sapere che mamma sei? A partire dal successo del sito 50sfumaturedimamma.com, ecco un divertente libro gioco dedicato alle mamme: 20 test e 60 profili per scoprire "che mamma sei?" al supermercato, in viaggio, al parco, all'uscita da scuola. Un libro con cui prendersi una pausa, da regalare da mamma a mamma; una lettura leggera ma non banale per ridere di sé e non prendersi troppo sul serio.
La prima figlia. E-book. Formato EPUB Anna Pavignano - Edizioni E/O, 2021 -
Una storia sul conflitto tra cuore e ragione, sul legame viscerale tra madre e figlio che si instaura prima della nascita, sul perché sentiamo il desiderio di procreare e sul timore di farlo per la responsabilità che comporta il decidere di far venire al mondo un essere umano. Un modo trasversale per accostarsi al mondo della diversa abilità, a ciò che significa essere genitori di una persona down, al “dopo di noi”. Sassi lanciati nello stagno e non risposte, perché quelle si possono trovare solo nella consapevolezza di ognuno e nel proprio modo di vedere la vita. E forse in un “sentire” che poco ha a che fare con la ragione e la saggezza.Poliana è incinta e ricoverata in day hospital per fare l’amniocentesi: ha quarant’anni, il rischio di avere un bambino down è piuttosto alto. Non ha mai pensato al feto che ha in corpo come a un bambino, l’ha sempre considerato un essere provvisorio il cui futuro è legato all’esito dell’esame. È scontato che se dovesse essere down non lo farà nascere. Poliana ha una fervida immaginazione e, così come in passato aveva dato vita con la fantasia a una figlia che non ha mai nemmeno concepito, ma che ha molto desiderato tanto da immaginarne ogni particolare, anche il modo in cui l’avrebbe vestita – la bambina con il vestito a pois – ora si concede di pensare alla creatura che ha in grembo, di parlarle, di essere certa che è femmina, di darle un nome, di farla essere viva e, in qualche modo, di affezionarsi a lei.