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eBooks di B R con argomento Storia Medioevale di Formato Pdf

EBOOK   9788867415656

Rangerio: Il Poema di Anselmo, Vescovo di Lucca. E-book. Formato PDF Roberta Amari   -  Pisa University Press Srl, 2015  - 

Poco prima dell’anno 1100, il vescovo di Lucca Rangerio dedicò al suo predecessore Anselmo II da Baggio (1073-1086) un ampio poema biografico, con l’intento di esaltarne la santità personale e la incrollabile fedeltà agli ideali di riforma propugnati da Gregorio VII. Nipote omonimo del vescovo Anselmo I, che nel 1061 era diventato papa con il nome di Alessandro II, Anselmo II cercò di imporre al clero lucchese una condotta di vita ispirata al rigore monastico, e nel 1080 dovette abbandonare la città. Quando Enrico IV arrivò in Toscana e fu accolto trionfalmente a Lucca (1081), Anselmo II raggiunse Matilde di Canossa e ne divenne uno dei più fidati consiglieri, fino alla morte, avvenuta a Mantova nel 1086. L’opera di Rangerio non è solo agiografica: attraverso la forma ed il linguaggio della poesia epica classica, la vita del protagonista è collocata nel quadro dei grandi avvenimenti politico-ecclesiastici dell’età gregoriana e, in pari modo, nel concreto ambiente lucchese. Al punto che Rangerio ci dà una descrizione insostituibile delle vicende interne della città nel quindicennio del predominio dell’ “antivescovo” imperiale Pietro: gli anni tumultuosi del primo manifestarsi dell’azione politica collettiva dei cittadini. La miglior dimostrazione della “santità” di Anselmo II fu appunto il fatto che, dopo la sua morte, i valori da lui impersonati fossero accolti da tutta la cittadinanza, inducendola ad abbandonare Pietro e ad accogliere in città il papa “gregoriano” Urbano II. Introduzione, traduzione e note di Roberta Amari Presentazione di Mauro Ronzani

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EBOOK   9788883347108

Il registro di Andrea Sapiti, procuratore alla curia avignonese. E-book. Formato PDF Barbara Bombi   -  Viella Libreria Editrice, 2012  - 

Il notaio fiorentino Andrea Sapiti, trasferitosi in Francia all’inizio del Trecento, per circa trent’anni – dal 1308 al 1338 – fu il procuratore dei re d’Inghilterra Eduardo II e Eduardo III presso la curia papale avignonese. Oltre ai due sovrani, rappresentò e curò gli interessi anche di numerosi esponenti della nobiltà e dell’alto clero inglese. Il registro che tenne di questa sua attività costituisce pertanto una fonte unica nel suo genere, preziosa per lo studio delle relazioni tra la corona inglese e la curia papale negli anni che precedettero lo scoppio della guerra dei Cent’Anni. Dall’analisi del registro di Andrea Sapiti, inoltre, emergono particolari inediti – e che aprono nuove prospettive di ricerca – sulla pratica di inviare petizioni presso la cancelleria apostolica e sull’attività dell’amministrazione curiale nei primi decenni del XIV secolo.

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