Daniela Marcheschi eBooks
eBooks di Daniela Marcheschi con argomento Carlo Collodi di Formato Epub
Daniela Marcheschi, studiosa di Letteratura e Antropologia delle Arti, ha insegnato nelle Università di Uppsala, Salamanca, Firenze e Lisbona.
Dopo gli studi alla Scuola Normale di Pisa e all'Institut d’Études Françaises di Avignone, frequenta Eugenio Montale e Piero Bigongiari, Natalino Sapegno e Natalia Ginzburg, Giovanni Macchia e Cesare Garboli.
Presidente dell’Edizione nazionale delle opere di Carlo Lorenzini, cura i Meridiani Mondadori di Collodi, Pontiggia e Rodari. Collabora con l’inserto domenicale del Sole 24 ore.
La biblioteca di Collodi: Libri e passioni del papà di Pinocchio. E-book. Formato EPUB Daniela Marcheschi - Bibliotheka -
È possibile ricostruire la biblioteca di Collodi guardando ai suoi studi e alle citazioni presenti nei suoi articoli e nei suoi libri. Il suo è il sapere di un uomo colto e aperto agli stimoli del suo tempo.Il papà del burattino più famoso d'Italia conosce la Bibbia e i classici, predilige la letteratura eroicomica e i favolisti, il melodramma e i Macchiaioli. Soprattutto, apprezza Dante, il Poeta che per l'800 risorgimentale incarna l'identità italiana.I suoi scritti lo richiamano continuamente e lo stesso Pinocchio è intessuto di innumerevoli riferimenti all’opera dantesca.Eppure il papà di uno dei più grandi capolavori della letteratura per l'infanzia viene considerato geniale, per l'appunto, solo per Le avventure di Pinocchio. Daniela Marcheschi, con raffinata intelligenza e acuminato spirito critico, smonta tale affermazione, proponendo un nuovo, quanto originale profilo di Carlo Collodi.
Il naso corto: Una rilettura delle Avventure di Pinocchio. E-book. Formato EPUB Daniela Marcheschi - Edb - Edizioni Dehoniane Bologna, 2016 -
Alzi la mano chi ha davvero amato il capitolo finale delle Avventure di Pinocchio, dove il protagonista - dopo essere stato vegetale (legno) e animale (ciuchino) - diventa "un bambino per bene" in carne e ossa. Dopo un intero racconto di marachelle e avventure, il finale si spegne in modo moralistico e sciapo. Ma Collodi intendeva davvero questo? Oppure nella sua scrittura c'è qualche indizio che ci porta a pensare ad una burla dell'autore nei confronti dei lettori?