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eBooks di E An con argomento Meditazione di Formato Pdf

EBOOK   9788865601037

Manuale per la Meditazione. Essere felici e liberi dalla sofferenza: A tutte le persone che inseguono la felicità. E-book. Formato PDF Angelo Brizi   -  & Mybook, 2015  - 

Cos’è la meditazione? Che differenza c’è tra meditazione e respirazione? Perché praticare la meditazione zen? Come si pratica la meditazione correttamente? Le domande più comuni, frequenti, e in voga, a cui il maestro risponde con parole chiare, semplici e comprensibili, sciogliendo l’alone di mistero che vi aleggia attorno. Il tempo è un prodotto della mente, creato dalla nostra sensibilità e percezione, ma per il nostro essere fisico, la cognizione sensoria diretta del “qui e ora” è tutto. Liberarsi dal tempo o, in altre parole, sperimentare il momento eterno, può essere un’esperienza alla portata di chiunque, grazie al potere della meditazione. Attraverso la meditazione zen possiamo superare le nostre insoddisfazioni, paure, ansietà, rabbia, gelosia, depressione e tutti i mali, in generale, che attanagliano il nostro vivere. Lo scopo della meditazione è quello di purificare la propria mente da contaminazioni, sentimenti negativi che avviliscono il nostro essere e perseguire la pace interiore. Il nostro compito sarà rimuovere, a ritroso, i paletti che abbiamo sapientemente piantato nella nostra mente, uscire dalla nostra prigione di schemi mentali e ritrovare la felicità e la libertà ancestrali, perché la nostra realizzazione è qui e ora. Questo metodo di meditazione ci permette di liberarci dal nostro filtro, o specchio mentale illusorio, per vedere chiaramente la vera realtà e il nostro vero scopo su questo pianeta, permettendo così al supremo disegno divino di coronare il nostro cammino, indifferentemente dal nostro credo, tramite la realizzazione del nostro essere, in sintonia con le leggi della Natura. Angelo Brizi, nato a Viterbo nel 1967, attualmente vive a Civitavecchia. Monaco laico zen della scuola Soto e maestro di arti marziali, ha iniziato la pratica delle arti marziali nel 1974, ad appena sette anni, con il judo, proseguendo la formazione tra vari stili di karate, tra cui shito ryu, wado ryu, sankucai, goju ryu. Contemporaneamente ha praticato e approfondito, per alcuni anni, dal 1994 al 1999, la meditazione zen giapponese presso il monastero zen Fudengj in località Bargone (PR) guidato dal maestro Tantien Guareschi. Dal 2010 al 2013 ha frequentato e appreso insegnamenti sul dharma e meditazione da monaci tibetani, guidati dal maestro Cho, a Roma. Nel 2014 ha frequentato il monastero giapponese Sanbo-ji (tempio dei tre gioielli) in località Pagazzano (PR), approfondendo la conoscenza sul dharma e sulla meditazione, guidato dal maestro Tetsugen Serra. Nel 2014 ha seguito il seminario della Mindfulzen, presso il monastero di Sanbo-ji, ottenendo un merito come operatore per gruppi di Consapevolezza Zen. Parallelamente ha manifestato da sempre un grande interesse per la Fisica e le sue applicazioni, ha progettato un parco tecnologico con impianto ecosostenibile per convertire i rifiuti in energia elettrica, ad emissioni zero.  Libri che ha scritto: “Interazioni e Teorema Cosmico” e “Manuale per la Meditazione”.

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EBOOK   9788839965189

Non preoccuparti. Sii in armonia. E-book. Formato PDF Anselm Grün   -  Editrice Queriniana, 2015  - 

Anche se è una porta grande e pesante quella che si deve aprire, spesso per farlo basta una chiave piccola. Così, lasciarsi alle spalle le preoccupazioni, vivere il più possibile contenti e sereni è una strada – semplice, ma efficace – per raggiungere l’armonia interiore. Armonia per il singolo individuo, che da sola si riversa sulla comunità.Dalla quarta di copertina:«Anche una porta pesante ha bisogno soltanto di una piccola chiave». Le parole di Anselm Grün sono come chiavi che spalancano la nostra anima. Aprono uno spazio di libertà per me e per gli altri. Vivere, semplicemente, contentezza e chiarezza è una strada per l’armonia interiore che non rende vivo soltanto me, ma anche la comunità: «Làsciati alle spalle tutte le preoccupazioni e non essere ossessionato da te stesso. Allora tutto il mondo ti apparterrà. Allora ogni cosa si farà dono. E la vita diverrà un luogo di gratitudine».   ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE Che cosa ci serve per raggiungere la vera felicità? Non molto, dice il filosofo della religione ebreo Abraham J. Heschel. In realtà niente di più di ciò che c’è già da un sacco di tempo: «Dio, un’anima e un attimo. Queste tre cose ci sono sempre. Essere, semplicemente, è una benedizione; vivere, semplicemente, è sacro». Rabbî Heschel non era soltanto un grande erudito. Era anche un saggio maestro di vita, capace di puntualizzare, in un linguaggio chiaro e quasi poetico, che cosa è importante. Ne è convinto: sono soltanto queste tre cose a essere determinanti per una vita dotata di senso. Non ci serve niente di più. Anch’io, in questo libro, non desidero descrivere più di tre cose. Credo che siano sufficienti alla riuscita dell’esistenza: smettere di preoccuparsi. Raggiungere l’armonia con se stessi. E vivere, semplicemente. Questi atteggiamenti verso la vita o modi di vederla costituiscono un tutto unico, oltre a influenzarsi a vicenda. Per raggiungere l’armonia con me stesso, devo lasciarmi alle spalle le preoccupazioni. Tipico delle preoccupazioni, infatti, è proprio che mi tormentano. Minacciano di dilaniarmi. Mi impediscono di essere in accordo con me stesso. Devo perciò sbarazzarmene, gettarle lontano da me. ‘Unisono’ e ‘unico’ hanno la stessa radice. Si tratta di quanto costituisce un’unica unità, della singola nota che ha un suono semplice e dell’arte di fondere molte note in una sola. Chi riesce a unire in sé le molte note, trasformandole in un unico suono, è divenuto semplice, nel senso in cui hanno inteso la semplicità i primi Padri della chiesa. Secondo il loro modo di vedere, in fondo quella persona è diventata una cosa sola con il suono originario, una cosa sola con Dio, l’origine di ogni esistenza. E, a partire da questo essere una cosa sola, vive, semplicemente, come persona singola e semplice. È divenuto chiaro e puro in se stesso, trasparente a mostrare l’Uno. Abraham Heschel dice, a proposito dell’‘essere semplicemente’, che è una benedizione. Che cosa si intende con queste parole? Con tutta probabilità quanto segue: chi esiste, semplicemente, senza secondi fini, è una benedizione per le persone che lo incontrano. Nelle situazioni difficili, anzi, in particolare in esse, non deve mica fare molto per gli altri. È vicino, semplicemente, alla persona che ha bisogno del suo esserci, al malato che ha bisogno di un’altra persona. È qualcuno che resiste, semplicemente, al suo fianco, senza parole pie, senza interpretarne, con qualche massima di saggezza, la malattia. È vicino, semplicemente, a chi soffre per una perdita, è inconsolabile e non sopporta le parole consolatorie. Chi è disperato vorrebbe soltanto avere una persona che sia lì, semplicemente, senza dire nulla, senza spiegazioni, senza fare pressioni con l’aspettativa che il dolore debba placarsi. Chi è, semplicemente, senza interessi finalizzati a uno scopo, è anche una benedizione per il creato. È in armonia con il creato. Non lo usa per sé, non lo sfrutta. È, semplicemente, con la creazione e in essa. In quanto parte del creato sboccia come persona unica. Diventa una benedizione per l’ambiente che lo circonda. Abraham Heschel attribuisce alla vita semplice un’ulteriore qualità che in un primo momento ci risulta strana: la sacralità. «Vivere, semplicemente, è sacro». Se prestiamo l’orecchio con maggiore attenzione alla parola e al suo significato, capiamo meglio che cosa significa questa frase. La parola tedesca heilig, ‘sacro, santo’, deriva da heil, che significa ‘sano, illeso, intatto, completo’. Chi vive, semplicemente, non è dilaniato. È intatto e completo. Convive con tutto ciò che è. Vive in maniera completa. La parola latina per questo concetto è sanctus. Deriva da sancire – delimitare, sottrarre al mondo. Il sacro è ciò che è sottratto al mondo, ciò su cui il mondo non ha alcun potere. Chi vive, semplicemente, è interamente in se stesso. Non è condizionato dal mondo. Appartiene a se stesso e appartiene a Dio. Il mondo non ha alcun potere su di lui. La parola greca hàghios ha un significato analogo. Da hàghios derivano in tedesco Gehege, ‘recinto’ e behaglich, ‘confortevole’. Nello spazio sacro del recinto mi sento a mio agio e protetto. «Vivere, semplicemente, è sacro», questa frase per me significa: vivo interamente nell’attimo, vivo interamente in Dio. Ciò mi santifica. Mi libera dal potere del mondo, dal potere delle passioni e delle pulsioni, dal potere della sete smodata di riconoscimento e di successo. Questa vita semplice avviene nel recinto, sotto la protezione di Dio. Lì mi sento ‘a mio agio’. Lì mi sento a casa.

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