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eBooks di F con argomento Fascismo di Formato Pdf
Verso il disastro. Mussolini in guerra. Diari 1939-1940. E-book. Formato PDF Ferdinando Petacci - Rizzoli, 2011 -
Conservati negli Archivi di Stato e coperti da segreto per settant'anni, i diari rivelano in Claretta Petacci una testimone d'eccezione dell'Italia fascista. Nel biennio cruciale 1939-1940 Hitler dà inizio al conflitto con l'invasione della Polonia e, superate le iniziali esitazioni, Mussolini scende in guerra al suo fianco. Nella puntigliosissima cronaca di ore, giornate, settimane e di anni Claretta riporta con minuzia le considerazioni che conducono Mussolini dalla neutralità all'entrata in guerra, i suoi commenti alle mosse di Germania, Francia, Inghilterra, le sue preoccupazioni per il futuro della nazione, i rapporti con il Vaticano, con la stampa, con i suoi più stretti collaboratori. Da Palazzo Venezia, un luogo-chiave della politica italiana e crocevia della diplomazia internazionale, Claretta assiste a telefonate del dittatore con ministri, dirigenti di polizia o con il direttore del "Popolo d'Italia" e si affretta a trascriverne il contenuto. Accanto ai resoconti degli incontri amorosi con il duce, questi diari registrano accuratamente ogni sua parola, fissandone sulla carta gesti e comportamenti, e rappresentano un documento storico preziosissimo per rivelare il lato più intimo — anche dal punto di vista politico — del dittatore italiano.
L'oltretevere da oltreaceano. E-book. Formato PDF Francesco Torchiani - Donzelli Editore, 2015 -
Italiani dall’esilio L’esilio è un fenomeno che ha interessato tutte le società antiche e moderne: da quella romana a quelle medievali e rinascimentali fino ad arrivare al Settecento e all’Ottocento con le conseguenze prodotte dalla Rivoluzione francese e dalle rivoluzioni «borghesi». Nessuna di queste esperienze è tuttavia comparabile con l’esilio novecentesco provocato dai grandi rivolgimenti sociali e politici che hanno segnato il secolo scorso. Lo scopo della collana, promossa con il generoso sostegno di Paolo Marzotto, è quello di ricostruire storie, individuali e collettive, di uomini e donne vittime delle persecuzioni politiche e razziali messe in atto dai grandi regimi totalitari: storie quasi sempre avventurose e drammatiche. Con i protagonisti di queste vicende, si muovono anche idee, saperi, competenze e sensibilità artistiche. Oltre alle storie degli esuli, la collana vuole dunque ricostruire il flusso di conoscenze che nella prima metà del Novecento si muove prima entro i confini europei e poi tra le due sponde dell’Atlantico. Nell’estate del 1943 esce negli Stati Uniti un libro sull’Italia scritto da due professori di Harvard. What to Do with Italy, questo il suo titolo, vuole spiegare perché la dittatura fascista ha potuto prosperare, chiarire il ruolo della Chiesa di Roma nelle fortune del regime e offrire soluzioni per il difficile futuro. A firmarlo sono due italiani naturalizzati americani: Gaetano Salvemini, grande storico e antifascista in esilio dal 1925, e Giorgio La Piana, che ad Harvard insegna da decenni Storia della Chiesa. Anche La Piana è un esule: siciliano, sacerdote sospettato di modernismo e intimo amico di don Ernesto Buonaiuti, emigra negli Stati Uniti nel 1913, abbandona l’abito talare e si dedica allo studio della storia della Chiesa tenendo sempre uno sguardo attento alla contemporaneità. Da oltreoceano, lo storico è testimone e al contempo critico osservatore della compromissione della Santa Sede col fascismo, dell’odissea di Buonaiuti colpito dalla scomunica, dei Patti lateranensi, dell’atteggiamento di Pio XI e del successore verso Mussolini e il suo regime. È su questo terreno che avviene l’incontro con Salvemini, impegnato nel suo esilio americano in una parallela riflessione sulla società italiana del ventennio. Grazie a un ampio scavo archivistico, questo libro ricostruisce la biografia di La Piana, il suo contributo nel determinare l’apporto della Chiesa al fascismo e soprattutto la rete di esuli per i quali lo studioso seppe essere un punto di riferimento, un aiuto concreto nella difficile affermazione in un contesto sconosciuto, o anche solo un confidente. Tra questi studiosi vi furono non pochi ebrei italiani costretti a lasciare la madrepatria dopo il varo delle leggi razziali nel 1938. Nel duplice ruolo di pontiere fra due mondi diversi e di acuto osservatore del rapporto fra oltretevere e dittatura, La Piana emerge come personalità di primo piano all’interno di una stagione ancora poco esplorata della cultura italiana oltreoceano.
Fascismo infinito: L'ossessione per il pericolo nero che ci impedisce di vedere il nuovo regime. E-book. Formato PDF Francesco Borgonovo - Lindau, 2022 -
Il fascismo non esiste. Eppure sembra non finire mai. È l’ombra scura che si manifesta alla vigilia di ogni scadenza elettorale, è il tema prediletto della polemica giornalistica, da anni infesta le trasmissioni televisive e le pagine dei giornali. Dal fascismo occorre prendere le distanze, ma allo stesso tempo bisogna parlarne, discuterne e indagarne i più minuti dettagli, fino allo sfinimento. Il fascismo non esiste, ma non finisce di perseguitare, come una vecchia amante respinta che tempesta di telefonate e si apposta sotto casa nella notte. Di ogni politico si esamina il riflesso sulle vetrine, per rintracciarvi il profilo del Duce. Di ogni dichiarazione si misura il tasso di compatibilità con i temi del Ventennio. Selve di braccia tese affollano l’immaginario di decine, centinaia, forse migliaia di intellettuali, opinionisti e attivisti. Il fascismo non esiste, ma lo sentiamo morderci i talloni. È un feticismo che a sinistra si coltiva con perversione, e che a destra si tenta maldestramente di evitare, inevitabilmente senza successo. Soprattutto, il fascismo è un’arma. Ormai un po’ arrugginita e nemmeno molto efficace, ma in mancanza di meglio torna sempre utile, a prescindere dalla stagione, dal contesto, dall’urgenza della realtà.